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CONFERENZA – Inter, le parole di Steven Zhang, Marotta e Antonello

L’Inter, poco fa, ha ufficializzato l’approvazione del bilancio per la stagione 2018-2019 (vedi articolo). A partire dalle ore 16, presso Palazzo Parigi in corso di Porta Nuova a Milano, è andata in scena la conferenza stampa che segue l’Assemblea degli Azionisti: rileggi la diretta testuale di Inter-News.it con le parole dei dirigenti presenti (contenuti aggiornati dal basso verso l’alto).

Vi siete dati un termine limite per cui non aspettare più il Comune di Milano sullo stadio?

Onestamente – parla stavolta Steven Zhang – per la città e per l’Inter le attività, anche al di fuori dal campo, diventano sempre più importanti. Trovare l’infrastruttura e migliorare l’ambiente della città sarà a vantaggio di tutti gli stakeholders. Questo progetto riguarda varie parti, non sappiamo quale sarà il risultato ma dovrà essere pronto al più presto, per dare energie alla città. Speriamo di poter iniziare a costruire un nuovo stadio quanto prima. A prescindere dalle condizioni è un momento critico, vogliamo attuare una tempistica veloce.

Sul discorso stadio metà città sembra contraria all’abbattimento di San Siro. Siete sorpresi o preoccupati?

Non siamo né sorpresi né preoccupati – risponde Alessandro Antonello – ma abbiamo iniziato un percorso. Abbiamo presentato uno studio di fattibilità, un’idea per la riqualificazione del distretto di San Siro a Milano. Il percorso era quello della legge sugli stadi, a cui ci siamo attenuti rigorosamente. Abbiamo iniziato un dialogo con istituzioni, cittadini e tifosi, stiamo raccogliendo le istruzioni che ci vengono date. A noi risulta che intorno al 64% dei cittadini vedano in maniera positiva il progetto presentato, siamo comunque disponibili a un dialogo aperto. Siamo convinti della bontà del progetto, ma ascolteremo quello che diranno le istituzioni per capire se la proposta sia sostenibile per far sì che un progetto di queste dimensioni vada avanti.

L’Inter ha numeri di successo, ma nel calcio il successo si misura sulle vittorie. Quando, realisticamente, scatterà l’obbligo di ricominciare a vincere?

Il dovere – chiarisce Giuseppe Marotta – di farlo parte da subito. Non è che partecipiamo al campionato italiano perché vogliamo arrivare terzi, quarti o quinti, ma per dare il massimo guardando la forza degli avversari. La vittoria è d’obbligo, ma serve prudenza o si creano illusioni. Noi siamo l’Inter, che ha un palmarès ricco di successi. La proprietà Suning è abituata a vincere e ha dettato da subito l’indirizzo di tornare alla vittoria. Il management ha raccolto dall’azionista di maggioranza questo obiettivo, è chiaro che dobbiamo programmare. Ci sono stati degli avvicendamenti, è normale che ci vuole una pazienza doverosa ma non infinita. È un anno di assestamento, ma lotteremo fino alla fine per competere.

Lukaku in campo è il simbolo di Suning come Marotta in campo e Conte in panchina? Prendere il centravanti del Manchester United è un salto di qualità?

Ogni giocatore per noi è importante – specifica Steven Zhang – e ci rappresenta, soprattutto quando lavorano in campo. Diciamo che il prezzo di mercato è soltanto un fattore, penso che i nostri giocatori debbano essere valutati allo stesso tempo tutti. Dico sempre che l’Inter è una famiglia, consideriamo ogni dipendente come una famiglia. Siamo in competizione con altri ma non ci piace fare confronti, vogliamo migliorarci. Non siamo interessati a quello che fanno gli altri, ma a quello che dobbiamo ancora migliorare in noi stessi per il futuro. Lukaku è un giocatore importante ma lo sono tutti, non faremo decisioni di trasferimenti per affermarci.

Ha detto di voler alzare l’asticella. Questo significa di poter competere con la Juventus, attraverso il mercato di gennaio?

Alzare l’asticella – spiega Giuseppe Marotta – significa che tutte le componenti devono essere ambiziosa. Significa avere la volontà, la passione e il sacrificio di poter migliorare. Questo non significa che dobbiamo guardare al mercato come se fosse la panacea di tutto. Il mercato di gennaio è arido di opportunità, non siamo nella situazione di dover riparare a errori fatti. Io e Piero Ausilio abbiamo un obbligo e un dovere: cogliere le opportunità che il mercato di gennaio offre, proporle alla società e valutare le soluzioni. Vogliamo consolidare la squadra che ha a disposizione Conte, dovendo confrontarci con tre competizioni è evidente che il numero dev’essere congruo. Da questo punto di vista patiamo degli infortuni, ma non siamo in attesa del mercato di gennaio per trovare soluzioni. Speriamo, anzi, che a gennaio rientrino Sanchez, D’Ambrosio e Sensi, che Vecino si ristabilisca. Queste sono le attese più importanti che abbiamo, poi il nostro percorso è graduale. Vogliamo arrivare alla vittoria attraverso un percorso di crescita graduale, l’obiettivo è sempre andare in campo per vincere ma non ci dev’essere pressione. La società è stata chiara: arrivare a vincere secondo un percorso graduale.

Avete preso giocatori che possono ancora crescere. Direttore Marotta, quanto ci vorrà per colmare il gap? Quale giocatore italiano vorrebbe vedere all’Inter?

Non dobbiamo guardare quello che succede altrove, ma il nostro percorso. Stiamo avendo soddisfazioni, ma non rientra nei limiti che ci siamo posti. Vogliamo alzare l’asticella, significa aumentare il valore tecnico che la squadra esprime. Attraverso cosa? Un mix di campioni affermati e giovani talenti. Già di per sé il settore giovanile dell’Inter è tra i migliori in Italia e in Europa. Abbiamo dimostrato, con l’esordio di Sebastiano Esposito, di avere talenti in casa. Vogliamo inserirli in prima squadra e valutare il prodotto che abbiamo, di altissimo livello. Non do un nome su un talento che sta da un’altra parte, vogliamo portare in prima squadra un talento del settore giovanile.

Dopo aver portato Marotta e Conte l’Inter ora ha la forza per altri top player di livello assoluto?

Penso che la scorsa estate – risponde sempre Steven Zhang – sia la dimostrazione della nostra capacità finanziaria. Abbiamo effettuato la più importante transazione nella storia del club (Romelu Lukaku, ndr), quindi se chiedete qual è il nostro impegno possiamo solo rispondere che è ai livelli massimi. Andare a fare contratti con giocatori di grido, sulla base di dati finanziari, non è corretto perché i nostri stessi giocatori stanno crescendo di giorno in giorno. Prima di arrivare all’Inter molti non sono nemmeno riconosciuti come top player, poi hanno dato grande prova di sé. Facciamo molto lavoro, in particolare il nostro direttore sportivo e l’allenatore, e secondo noi tutti i nostri giocatori sono già top player o si apprestano a diventarlo. Se ci saranno delle opportunità saremo pronti a coglierle, ma dobbiamo sempre seguire il fair play finanziario. Siamo usciti dal Settlement Agreement, ma non possiamo fare quello che vogliamo e ancora una volta dobbiamo essere pazienti. Ci sono molti volti nuovi, devono trovare una loro unione.

Domanda per il presidente Steven Zhang: quest’anno l’Inter è venuta in Cina per la tournée, quali sono le prospettive e i risultati?

In questo momento la crescita del nostro settore commerciale fa sì che noi ci interessiamo a molti mercati internazionali, Cina in primis. Ecco perché ci siamo avvicinati, questa è un’esigenza sempre maggiore verso i nostri club. Cerchiamo di restare connessi coi nostri fan, che non ci possono fisicamente vedere quando non siamo qui in Italia. Abbiamo visto che molte aziende cinesi e asiatiche ci hanno avvicinati, c’è molta concorrenza e non solo quali saranno i nostri partner futuri, però nel prossimo anno vedrete che ci saranno nuovi marchi internazionali premium, che appariranno sulla nostra lista dei partner.

L’Inter farà qualcosa per soddisfare i tifosi cinesi sugli orari delle partite?

L’Inter è un club italiano – commenta il presidente Steven Zhang – quindi ovviamente il mercato italiano è quello tradizionale. Tutto quello che facciamo sicuramente non ignora e non dimentica i tifosi e le tradizioni locali, qui in Italia. C’è sempre un’importanza della cultura italiana e milanese, poi non ci sono solo i novanta minuti in campo ma tutto quello che produciamo sui vari canali. È in corso una rivoluzione sui contenuti digitali, noi siamo all’avanguardia.

Come si stabiliscono i numeri dei tifosi in Cina?

Ci riferiamo – risponde Alessandro Antonello – direttamente alla metodologia che Nielsen applica sui dati statistici, su cui ci dobbiamo fidare. Quello che segnaliamo è la costanza di riferimento dei dati, quello che interessa è il trend di crescita che anno su anno si sta dimostrando. Dobbiamo affidarci a società specializzate che raccolgono questi dati, lo stiamo facendo costantemente con gli anni e il segnale di crescita che stiamo avendo è la cosa che ci interessa di più.

Presidente Steven Zhang, qual è il ruolo dell’Inter in Cina?

È sicuramente enorme. La Cina ha un grandissimo numero di tifosi, ci sono tantissime situazioni di concorrenza e la Cina dà l’opportunità a molte aziende internazionali di crescere, a condizione che abbiano contenuti validi. Per focalizzarmi sull’Inter, sicuramente, possiamo dare know-how e supporto ai giocatori cinesi, allo sviluppo di strutture e infrastrutture per far crescere questo sport. Sicuramente porterà vantaggio ai tifosi e al mercato cinese, darà ulteriori occasioni e opportunità di business in Cina. Sicuramente lo sviluppo di nuovi settori porta a uno scambio culturale e di know-how, che è una delle priorità. A livello commerciale c’è tantissimo da fare, ci sono partner che ci contattano e vogliono parlare del futuro. Capiscono il nostro potenziale, vedono che il fatturato sta crescendo e quindi si andrà a una crescita in Cina, negli altri paesi asiatici e in America. Queste sono cose su cui noi continuiamo a focalizzarci, pensiamo e speriamo di poter operare come un ponte per collegare le culture.

I dati del main sponsor non rispecchiano il valore dell’Inter, tenuto conto del bacino d’utenza e del valore globale. State valutando di ridefinirli prima della scadenza?

Quello che possiamo annunciare – fa sapere Alessandro Antonello – è che, con Nike, abbiamo raggiunto un accordo per il riacquisto dei diritti di retailer e licensing. Così si potranno ottenere nuovi ricavi, si aprono nuove frontiere per noi in uno dei pilastri di crescita di tutti i club europei. Dall’altro lato abbiamo contatti con il main sponsor Pirelli, in scadenza nel 2021. Non ci sono alternative sul tavolo, è chiaro che in caso andremo sul mercato, in piena sinergia con Pirelli, per cogliere altre opportunità. La sinergia fra Inter e Pirelli ha superato i vent’anni. L’accordo con Nike parte dall’1 novembre.

Il livello raggiunto dall’Inter è quello raggiunto per il primo anno o si può fare qualcosa in più?

Nello sport – risponde Giuseppe Marotta – non bisogna porsi limiti, bisogna sempre guardare avanti. L’obiettivo chiaro di inizio stagione, dopo che mi sono confrontato con la proprietà, era sempre quello di guardare alla vittoria. Questo significa plasmare e comporre una squadra che debba avere una vision comune, basata su valori come cultura del lavoro o sacrificio. Tutti questi valori li abbiamo rappresentati in un leader come Conte, questo percorso ci trova soddisfatti. L’allenatore, che ama anche più di noi il suo lavoro, deve essere sempre preoccupato. Questo è un momento di difficoltà, sono venuti meno alcuni giocatori. Da una parte vogliamo condividere con lui questo momento di emergenza, sappiamo che possiamo crescere ancora e quindi guardiamo questo mercato di gennaio con grande ottimismo. Ci sono dei rispetti economici e finanziari che sempre dobbiamo avere, ma siamo pronti a cogliere le opportunità che il mercato offre. Condividiamo il pensiero dell’allenatore, vogliamo puntellare ancora questa squadra che è in grado di rispecchiare quelli che sono i nostri obiettivi.

I ricavi e l’EBITDA sono cresciuti, soprattutto con i ricavi commerciali. Quanta parte è legata alla potenza di Suning in Asia e quanto in maniera autoctona?

È chiaro – risponde Alessandro Antonello – che la crescita dei fatturati avuta quest’anno, che è circa del 20%, in parte è stata attraverso la penetrazione del mercato cinese. Abbiamo anche stretto rapporti commerciali con sedici nuovi partner, quindi sono anche importanti le penetrazioni regionali e locali. Stiamo lavorando su entrambe le direzioni, 60% Suning e 40% Inter.

Presidente Steven Zhang, che bilancio fa del suo primo anno all’Inter?

Sicuramente possiamo dire che il bilancio è positivo. Sono orgoglioso, devo dire, siamo sicuramente una delle squadre più forti in Europa. Non sto parlando solo del campo, ma anche del management. Sono tutte persone di grande competenza, che hanno lavorato nel passato in altri club e sanno cosa vuol dire gestire una squadra. Ci sono molte persone che mi supportano e mi danno appoggio, per quanto riguarda i risultati sul campo sicuramente abbiamo avuto la possibilità di giocare ai massimi livelli. Il bilancio è positivo, come cifre o immagini e in termini di squadra, sia dentro al campo sia fuori. Abbiamo visto che Conte è appena arrivato, ma si è vista la sua esperienza e la sua capacità tecnica. Sicuramente ha la massima fiducia, apprezzo tantissimo il lavoro che la mia squadra ha fatto negli ultimi due-tre anni. Come detto prima dobbiamo avere pazienza, dare tempo all’allenatore e ai giocatori. Ogni volta che si affronta una nuova sfida si deve lavorare, abbiamo già lavorato molto negli ultimi anni ma col tempo di dimostrare quello che vogliamo, attraverso la pazienza, si potranno ottenere altri risultati.

Comincia Steven Zhang: «Grazie per la partecipazione a questa conferenza stampa. Siamo qui a parlarvi del processo che è partito tre anni fa, quando Suning ha rilevato il club. L’obiettivo è sempre rimasto lo stesso, cioè portare la squadra ai vertici. Oggi siamo qui a costruire un club solido, partendo dalle fondamenta consolidate in questi tre anni. Noi lavoriamo a lungo termine ancora oggi, guardiamo questo club e questa società da un punto di vista completamente diversa. Con gli sforzi di ciascuno di noi questo club ha cambiato destino. La nuova Inter dà prova di sé sul campo, vince e ispira divertendo i tifosi che la hanno a cuore in tutto il mondo. Se guardate l’intero settore sportivo, non solo il calcio, siamo di fronte a un’evoluzione e a una rivoluzione. L’Inter è diventata più globale e completamente diversa, nel modo in cui agisce, rispetto a cinque o dieci anni fa. Per far sì che il club continui a crescere in maniera forte e sostenibile dobbiamo prestare attenzione alle nuove generazioni e ai tifosi sparsi in giro per il mondo. Oggi il successo non dipende soltanto dai novanta minuti di gioco, anche ogni iniziativa fuori dal campo interessa la nostra performance. Il nostro club è diventato un’azienda di entertainment, coinvolge le persone a trecentosessanta gradi e ha competenze mondiali. Per far sì che cresca a lungo termine in maniera organica dobbiamo assolutamente fare in modo di attirare quella parte del pubblico che potrebbe, invece, allontanarsi. Le nuove generazioni sono differenti dalle precedenti, ecco perché i video sono perfetti per veicolare i messaggi attraverso mezzi diversi. Vanno condivisi con un pubblico che, in precedenza, non aveva prestato attenzione ai nostri contenuti. Non dobbiamo pensare solo alle differenze generazionali ma anche culturali, il nostro lavoro è molto diverso dal passato. Questo settore ormai punta a mercati globali, anche l’Inter come club riconosce sempre più l’interesse del calcio europeo e italiano, cercando in tutto il mondo nuovi partner internazionali. L’Europa, onestamente, è ormai un mercato saturo, ma gli Stati Uniti e l’Asia potenzialmente potrebbero crescere molto, potendo assicurare una crescita come club in molti altri ambiti. L’Inter cresce proprio in base a questo contesto, nell’ultimo anno abbiamo effettuato molti cambiamenti per raggiungere risultati in campo e fuori. Abbiamo gettato le basi della crescita futura, oggi il club ha più potere e risultati a livello sportivo, la nostra azienda è più forte. Per raggiungere i nostri obiettivi abbiamo avviato un processo di ristrutturazione. L’anno scorso abbiamo agito in due modi: abbiamo cambiato la gestione amministrativa, col CEO Alessandro Antonello, mentre dal punto di vista sportivo c’è Giuseppe Marotta. Abbiamo assunto molte altre persone per creare un’azienda, non solo un club, di professionisti. Negli anni scorsi l’azienda è cresciuta a livello di personale e organico, eravamo poco più di centocinquanta nel 2016 e ormai siamo quasi trecento. In tutto, con le figure di vario tipo, arriviamo a quasi settecento. Abbiamo reclutato molto, ma abbiamo talenti che arrivano da vari paesi. I risultati sportivi sono sicuramente l’elemento più importante. Per i nostri tifosi stiamo lavorando tantissimo, l’ultima stagione ha portato la Champions League per la seconda stagione di fila. Stiamo lavorando bene, per tornare a competere al massimo. Dopo otto anni senza partecipare alla Champions League abbiamo dimostrato di poter disputare partite come quelle contro Tottenham e Barcellona, dando grande entusiasmo. Vogliamo gareggiare sempre al meglio, in Serie A abbiamo raggiunto i nostri obiettivi. Per le giovanili siamo tra i migliori al mondo, non solo in Italia. Con la Primavera abbiamo vinto la Supercoppa, portando diversi giocatori in nazionale. La squadra femminile ha vinto tutte le partite in Serie B, venendo promossa in Serie A, e sarà ancora rafforzata in futuro. Abbiamo preso una decisione molto importante, quella di reclutare uno degli allenatori più importanti al mondo, Antonio Conte, che ha l’ambizione per il futuro di continuare a vincere ai massimi livelli. Questo, con il nostro supporto, potrà rendere più forte la squadra, la sua passione ci aiuta ad andare ancora più avanti. Nell’estate il club ha realizzato gli acquisti più importanti degli ultimi cento anni. Il nostro gruppo si vuole unito e solido, il ritorno di Gabriele Oriali è stato cruciale per realizzare i nostri progetti. Le migliorie che abbiamo apportato dimostrano che il suo arrivo al club è la strada giusta per il futuro successo. Oggi, con il lavoro fatto negli ultimi due anni, abbiamo creato delle fondamenta solidi per i successi. Dobbiamo avere pazienza perché si realizzi, questo lavoro non è teso a ottenere risultati nell’immediato o a breve termine. Vogliamo costruire a lungo termine, costruire una società forte che possa continuare a vincere il futuro. Il club, l’allenatore e noi stessi stiamo lavorando per portare un futuro. In termini economici l’anno scorso abbiamo raggiunto un record nei ricavi, con un miglioramento del 20%. Questo dimostra il nostro lavoro e la nostra dedizione, abbiamo raddoppiato i ricavi rispetto a due anni fa e rispetto a prima dell’acquisizione di Suning. Siamo completamente coscienti delle distanze fra noi e i club leader, questo gap andrà colmato in questa stagione e ci dedicheremo a questo. Sui risultati commerciali come sponsorizzazioni siamo saliti a centoquaranta milioni di euro, +10% rispetto alla stagione scorsa. Il nostro team commerciale continuerà a cercare partner forti, per introdurre innovazioni e sviluppare ulteriormente insieme i nostri progetti. Vorrei ancora una volta sottolineare e confermare che la nostra uscita dal Settlement Agreement, che aveva preso le mosse nel 2015, è stata un gran risultato. Il nostro team ha dato prova che, uscendo dal Settlement Agreement, si era lavorato bene. Abbiamo iniziato a rinnovare il Centro Sportivo Suning, a giugno abbiamo inaugurato la nuova sede molto innovativa nella zona di Porta Nuova, creando un contesto più efficiente e innovativo per lavorare insieme. Come probabilmente saprete, abbiamo presentato assieme al Milan la proposta alla città per un nuovo stadio, che possa essere un beneficio per i due club e la città. Infine, ma non ultimo, abbiamo ottenuto un grande aiuto dai nostri tifosi, con sessantaduemila tifosi di media e oltre un milione di presenze allo stadio, che ci ha reso i primi in Europa. L’Inter continuerà a crescere, sia dentro sia fuori. Come marchio siamo passati dal tredicesimo al sesto posto, con un altissimo valore e un’altissima crescita percentuale negli ultimi anni. La nostra fan-base mondiale è di trecentoottantacinque milioni, di cui centoventi soltanto in Cina con una crescita del 45%, che è tra le maggiori. La nostra crescita continua anche in ambito digitale, con la creazione di Inter Media House che è una delle più riuscite in Europa. Siamo il club più popolare in Cina sulle piattaforme social, il club si concentra sull’interazione e il coinvolgimento con diverse campagne. Presentiamo uno stile di comunicazione agile e social, per pubblici di tutto il mondo. Il nostro brand value è rappresentato dall’iniziativa BUU, contro la discriminazione e il razzismo. L’avvio di stagione è stato entusiasmante, ma chiediamo pazienza perché i progetti non si realizzano in un giorno solo. Negli ultimi due-tre anni abbiamo creato la base per crescere in futuro, migliorando ancora. Crediamo di essere in grado di realizzare un club di successo, forza Inter sempre!»

16.03 Parleranno il presidente Steven Zhang, il CEO corporate Alessandro Antonello e il CEO sport Giuseppe Marotta.

15.57 Prenderà il via alle ore 16 la conferenza stampa dell’Inter, che segue l’Assemblea degli Azionisti appena conclusa. Fra pochi minuti le prime parole dei principali dirigenti della società dopo l’approvazione del bilancio per la stagione 2018-2019.

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