Lautaro Martinez, il padre: “Inter, pensavo sempre titolare! Rabbia se non gioca, ma…”

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14 ottobre 2018, 21:03
Lautaro Martinez

Mario Martinez – padre di Lautaro -, intervenuto a “Esto es Racing” sulle frequenze della radio argentina AM770 come riportato dalla “Gazzetta dello Sport” nella sua versione online, racconta le proprie sensazioni e quelle del figlio in questo avvio di avventura con l’Inter, caratterizzato da gioie e dolori per la voglia di strafare

LAUTARO COMPLETA ICARDI – Si dice quasi sorpreso della mancata titolarità del figlio nell’Inter il signor Mario Martinez: «Dopo aver visto le amichevoli del pre-campionato, pensavo che Lautaro sarebbe partito titolare sempre: a volte è un po’ infastidito per non giocare, ma va così. L’adattamento in Italia è andato molto bene, anche perché Mauro Icardi gli ha dato una grossa mano. Al momento il modulo che usa il tecnico (Luciano Spalletti, ndr) non contempla la possibilità di due attaccanti, per questo per Lautaro è difficile giocare con Icardi, ma sono due giocatori che si completano bene, e poi li unisce una bella amicizia».

RABBIA E ABITUDINE – Sottolinea nuovamente il fastidio provato da se stesso e dal figlio quando si siede in panchina, ma Mario Martinez dimentica che nelle ultime settimane il classe ’97 argentino è stato frenato anche da un infortunio: «C’è un po’ di rabbia e impazienza con Lautaro che non gioca, ma il calcio è così e bisogna stare alle regole del gioco. Lautaro è stato sempre all’altezza della situazione: si è dovuto abituare al recupero fisico in tempi stretti, visto che si gioca ogni tre giorni».

RIVINCITA IN NAZIONALE – Mario Martinez si sofferma anche sul primo gol del figlio con la maglia della Nazionale Argentina nell’ultima partita giocata: «Lautaro spettava questo momento da tanto tempo, il gol segnato lo ha motivato molto, e ha sfruttato le poche occasioni che ha avuto. Sicuramente non ha preso bene la mancata convocazione di Jorge Sampaoli al Mondiale (di Russia 2018, ndr), perché ci sperava, ma il CT (ormai ex, ndr) avrà avuto le sue buone ragioni».







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