Lautaro: “Icardi? Grande attaccante, ma lotto per un posto. Spalletti…”

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7 febbraio 2019, 13:16
Lautaro Martinez

Intervistato ai microfoni de La Nacion, Lautaro Martinez, attaccante dell’Inter, ha parlato della sua carriera in Argentina e del suo arrivo all’Inter.

Queste le parole di Lautaro Martinez, attaccante dell’Inter: «Mi piace guardare sia le partite di calcio che quelle di basket. Mi intrattengo un sacco a guardare il basket. E’ uno sport che amo, ci ho giocato per molto tempo. Se non avessi giocato a calcio, sarei diventato un giocatore di basket. Mi sono allenato ad entrambi gli sport e alla fine ho scelto il calcio».

Quando arrivò all’Inter gli chiesero: «Che numero vorresti prendere?». E ricevettero immediatamente la risposta: «Il 10! Se è libero, senza alcun dubbio voglio portarlo via». Ed era libero, lo aveva lasciato il portoghese João Mário, poi ceduto in prestito al West Ham. All’età di 16 anni, Lautaro Martínez lasciò la Bahía Blanca per il Racing Club de Avellaneda. A 20 anni è atterrato a Milano. «Il salto più difficile è stato quando ho lasciato la Bahia Blanca. Lasciare i miei genitori, le mie cose, i miei fratelli tra cui il più grande, Alan, con il quale ho solo 10 mesi di differenza. Abbiamo fatto tutto insieme: abbiamo imparato ad andare in bicicletta insieme, siamo andati a scuola insieme, abbiamo giocato a palla nello stesso club quasi con gli stessi compagni di squadra… Il Racing mi ha aiutato a continuare a maturare, sono cresciuto e allora è stato più facile più facile questo salto. Già nei miei ultimi due anni a Buenos Aires vivevo da solo e che mi ha fatto crescere più velocemente perché quando vivi da solo devi organizzare in modo diverso, gli orari, gli acquisti, l’amministrazione del denaro, la pulizia del dipartimento…».

ITALIA«Sono cresciuto in quegli anni nel Racing, senza dubbio sono maturato, ma questo non significa che non devo imparare in Italia. Sono arrivato a 20 anni, sono lontano dall’Argentina e questo ha le sue conseguenze. Devo adattarmi per integrarmi socialmente. I tifosi e le persone del club, che mi hanno accolto molto bene, mi aiutano molto».

ICARDI«Sono venuto in un club molto grande, in cui ci sono molti giocatori di qualità e avanti a me ho un grande attaccante, Mauro (Icardi, ndr). Ma lotto ogni giorno per ottenere un posto in squadra. Mi alleno sempre allo stesso modo, anche se non gioco».

RICHIESTA BETIS – Hai valutato di andare al Betis in questo mercato invernale? «Non ero a conoscenza di nessuna delle notizie che ho letto. Penso che sia stato il presidente di Betis a chiedermi. Ma nessuno mi ha detto niente. Ho sempre pensato all’Inter, sono molto felice qui e amo come il club e le persone mi trattano. Cerco di approfittare Ogni opportunità che mi danno e di centrare gli obiettivi».

SPALLETTI – Anche con l’allenatore Luciano Spalletti il rapporto è buono? «Tra me e lui tutto è molto buono, tutto è stato risolto. Gli ho spiegato che mio padre era un giocatore, che ero nato in uno spogliatoio, che ero cresciuto in una squadra e che il calcio è la passione della mia famiglia. Mio padre aveva torto (sul tweet molto duro dello scorso novembre, ndr), è vero, ma hey, è umano. Ma va tutto bene, mi alleno e aspetto i miei momenti e la mia sfida è approfittare delle opportunità che mi danno».

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