Inter, un anno di Conte: tanti cambiamenti e un futuro da scrivere – GdS

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28 Maggio 2020, 08:43
Antonio Conte Inter
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Il 28 maggio Antonio Conte arrivava segretamente a Milano per firmare con l’Inter. Dopo 365 giorni, tirare le somme sembra un po’avventato. Ma il volto del club nerazzurro è cambiato parecchio: dai dirigenti ai calciatori. Tutto merito del nuovo tecnico?

TOP PLAYER – «Finalmente, si ricomincia». Il video di presentazione di Antonio Conte all’Inter iniziava con queste sue parole, rimaste attuali quasi un anno dopo. Era il 31 maggio, il tecnico era arrivato a Milano tre giorni prima, un anno esatto oggi. Sbarco in segreto, ma matrimonio in nerazzurro più che nell’aria. Antonio venne paparazzato con lo staff social interista un giorno dopo. Già al lavoro, prima ancora di firmare. Del resto, nel pre-Coronavirus, tutta la sua esperienza interista è stata frenetica, iperattiva, intensa.

PRIME PRESSIONI – Prima di mettere sotto pressione i giocatori, Conte iniziò a torchiare collaboratori, staff e dirigenti. Bisognava mettere a punto la macchina organizzativa della nuova Inter e, con Giuseppe Marotta e Piero Ausilio, definire le basi di un gruppo che doveva rompere con il recente passato. I telefoni iniziarono a scaldarsi, e non si sarebbero raffreddati fino a dopo gennaio. Prima la questione “epurati”, poi l’inseguimento a Romelu Lukaku e le prime tensioni per una tournée affrontata quasi senza attaccanti. Trasferire i principi del 3-5-2 è stato immediato, conquistare i tifosi si è rivelato più semplice del previsto. Conte continuerà a martellare la dirigenza, per migliorare la rosa, nell’arco degli otto mesi successivi.

RISULTATI E STOP – Del resto, i risultati sul campo, con le sei vittorie in partenza stoppate dalla sconfitta con la Juventus sembravano sottolineare proprio questo. Grazie anche al suo lavoro l’Inter era tornata competitiva, ma continuava a mancare qualcosa. Quel qualcosa è presto individuato nell’esperienza internazionale e nelle alternative. Conte sbotta in tv dopo il KO. A Dortmund, fiutando un’eliminazione dalla Champions League che arriverà contro il Barcellona. L’emergenza infortuni complica la situazione, ma cementa ulteriormente un gruppo in cui, da Sebastiano Esposito a Borja Valero, tutti sono coinvolti. Lautaro Martinez con lui è esploso, Conte si gode Romelu Lukaku (scommessa stra-vinta) e ottiene dal mercato di gennaio rinforzi. Ma non l’agognato Arturo Vidal. Arriva Christian Eriksen, in un momento di involuzione del gioco e di impegni troppo ravvicinati. Le sconfitte con Lazio e Juventus lo allontanano dalla vetta. Arrivano uno stop imprevedibile, l’esilio da Appiano, gli allenamenti via Zoom e poi tamponi e ripresa. Il primo anno si chiuderà in campo, in attesa che finalmente si ricominci.

Fonte: La Gazzetta dello Sport


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