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Inter-Lazio: Conte inverte gioco e strategia. Qualità a sinistra e cambi sicuri

Inter-Lazio segna il sorpasso in vetta proprio prima del Derby di Milano. Il 3-1 porta le firme di Lukaku (doppietta) e Lautaro Martinez. Prestazione convincente e matura, figlia di una strategia chiara portata avanti da Conte. Le scelte iniziali pagano e le sostituzioni nel finale servono solo a non alterare la situazione costruita in precedenza. Il lavoro fatto su Perisic ed Eriksen fa la differenza. Ecco l’analisi tattica di Inter-Lazio

PRESENTAZIONE PRE-PARTITA

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare la Lazio in Serie A: Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni; Hakimi, Barella, Brozovic, Eriksen, Perisic; Lukaku, Lautaro Martinez.

Inter-Lazio formazione iniziale
Inter-Lazio formazione iniziale

MODULO – All’Inter l’esperimento del doppio regista continua con il 3-5-2 che cambia veste rispetto a quella tradizionale. L’approccio iniziale non è più quello difensivo con un mediano e un terzino a garantire maggiore copertura. Il 5-3-2 camuffato è un lontano ricordo.

RESOCONTO PARTITA

PRIMO TEMPO – L’Inter fa giocare la Lazio, preferendo ripartire in velocità sfruttando la qualità dei suoi interpreti. Eriksen da mezzala sinistra si alza regolarmente per portare pressing e si abbassa centralmente per liberare Brozovic dalla posizione di perno. Grazie a questi movimenti l’esperimento del doppio play funziona con più concretezza del solito. Al 22′ Lukaku spiazza Reina su rigore assegnato per fallo di Hoedt su Lautaro Martinez. Il vantaggio fa arretrare ulteriormente il baricentro dell’Inter, che si difende tenendo Perisic molto basso. Sottotono la prestazione sul centro-destra (Barella-Hakimi), ma quando è Lukaku ad abbassarsi sulla metà campo per ricevere palla, la manovra nerazzurra by-passa questo bug. Al 45′ il VAR convalida la doppietta di Lukaku, che è in gioco sul rimpallo-assist di Lazzari prima di bruciare il portiere biancoceleste. Il primo tempo termina 2-0: due episodi verso la porta avversaria vengono trasformati in gol, meglio di così?

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza modifiche da parte di Conte, mentre Inzaghi cambia subito qualcosa. Il doppio vantaggio dà tranquillità all’Inter, che gestisce senza sprecare energie. La concentrazione è alta ma il terzo gol mancato viene pagato caro. Al 61′ gol grottesco di Escalante, che devia una punizione battutagli addosso da Milinkovic-Savic. Per fortuna la reazione nerazzurra è immediata e al 64′ Lautaro Martinez appoggia in rete a porta vuota l’assist di Lukaku, che parte in contropiede e supera di prepotenza Parolo con una progressione mostruosa. Questo tipo di giocata è esattamente ciò che manda in tilt tutta la fase difensiva laziale. Al 72′ primo cambio per l’Inter: fuori Eriksen, dentro Gagliardini. Cambia la mezzala mancina, adesso più difensiva e fisica. Anche se i benefici non si notano più di tanto. Al 78′ secondo cambio per Conte: fuori Lautaro Martinez, dentro Sanchez. Staffetta in attacco. La Lazio prova fino alla fine a riaprirla mentre l’Inter non si disunisce mai. Al 91′ triplo cambio finale per l’Inter: fuori Hakimi, Perisic e Lukaku, dentro D’Ambrosio, Darmian e Pinamonti. Tripla staffetta ruolo per ruolo per spezzare il ritmo partita nel recupero (come da immagine sotto allegata, ndr). Il secondo tempo termina 3-1: vittoria meritata e mai in discussione, l’Inter torna in vetta solitaria!

Inter-Lazio formazione finale
Inter-Lazio formazione finale

CONSIDERAZIONI POST-PARTITA

PROTAGONISTA – Il personaggio meno atteso e forse addirittura più temuto (dai tifosi…) si rivela il più prezioso anche se nessuno lo nota in campo perché fa solo lavoro “sporco”: Perisic. Conte schiera un’ala come esterno a tutta fascia anziché un terzino ma gli chiede di fare a tutti gli effetti il difensore aggiunto. Il compito è quello di annullare il temuto esterno destro della Lazio, Lazzari. E ci riesce alla perfezione. Se la Lazio fa meno paura, il merito è anche del lavoro fatto da Perisic sulla fascia sinistra. Regala giocate di qualità anche nelle due-tre occasioni in cui riesce a sganciarsi sul fondo. Pulito e ordinato, finalmente. Da adesso titolare fisso? Scolastico.

COMMENTO – L’inversione a U di Conte arriva dopo il doppio passo falso della concorrenza. Sabato Juventus e Milan crollano a picco, domenica l’Inter ha l’occasione da non sbagliare. Ed ecco che arriva la rivoluzione: Conte pensa fuori dagli schemi. La strategia non è più difendersi sullo 0-0 ma attaccare subito per poi potersi difendere. C’è chi si aspetta un’Inter fisica ed equilibrata, pronta a limitare la Lazio che si schiera a specchio. La solita Inter: tanta corsa, copertura a sinistra e spinta no-stop a destra. Invece succede esattamente l’opposto. Conte inverte la manovra della sua Inter lanciando a sinistra la coppia Eriksen-Perisic al posto di Gagliardini-Young: qualità al potere. Ma non è una qualità fine a se stessa. L’aggressività e l’approccio in copertura della coppia in questione permette di non notare differenze rispetto ai “gregari” sempre schierati (anche nella finale di Colonia…) per andare sul sicuro in partite delicate. Finalmente Conte se la gioca dando priorità alla tecnica anziché al resto. Il fatto che sulla destra si faccia fatica come non mai aiuta la coppia mancina a portare a casa la prestazione senza dover strafare. Esiste un’Inter anche con Barella che gioca con il freno a mano tirato e Hakimi che non parte praticamente mai. Questa Inter funziona a tal punto che Conte deve effettuare i cambi solo per non rischiare che la stanchezza prenda il sopravvento. Chi entra sul 3-1 lo fa perché la partita è già finita, deve solo portarla avanti fino al triplice fischio dell’arbitro. Per inerzia. Non viene rischiato né improvvisato nulla. Anzi, un rischio Conte lo prende: tiene in campo i diffidati Bastoni, Brozovic e Barella fino all’ultimo! Se voleva essere un test sottopressione, è riuscito alla grande. Maturazione completata? Il primato in classifica è meritato ma è ora che arriva il bello/brutto della stagione nerazzurra. Il +1 sul Milan dovrà aumentare dopo lo scontro diretto, perché questa Inter può e deve provare a prendere il largo alla prima occasione possibile. Vietato pensare che adesso ci siano a disposizione due risultati su tre: l’Inter deve continuare a macinare chilometri con testa e qualità, senza aver paura di nessuno. Ha fatto 50, ora deve fare… 53.

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