Inter, il peso del riscatto e l’ombra di Eriksen aleggiano su Sensi – GdS

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15 Marzo 2020, 09:02
Sensi Inter-Udinese
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“La Gazzetta dello Sport” mette sul tavolo i dubbi dell’Inter riguardo Stefano Sensi. Il centrocampista ex Sassuolo aveva iniziato la stagione col vento in poppa, ma adesso gli scenari sono terribilmente mutati. E poi c’è l’ombra opulenta di Eriksen. Che fare del folletto col numero 12 sulle spalle? 

IL MONDO AL CONTRARIO – Riavvolgendo il nastro di quasi sei mesi, una situazione del genere avrebbe solleticato soltanto le fantasie di un pessimista cronico. Stefano Sensi era il passepartout di un’Inter nuova, fresca e reattiva. La grande fantasia dell’ex Sassuolo sembrava incastrarsi perfettamente con le geometrie di Marcelo Brozovic e la verve di Nicolò Barella. Non più tardi di un semestre dopo lo splendido primo tempo del Camp Nou, sul folletto romagnolo aleggiano addirittura i dubbi di un ipotetico riscatto. Che fare di Sensi? Il prestito del fantasista è costato circa cinque milioni di euro: un affare per Giuseppe Marotta, si era detto. Ma per il riscatto definitivo ne servirebbero altri venti. Il club nerazzurro sta facendo le sue valutazioni.

“La Gazzetta dello Sport” ricostruisce il tourbillon di sofferenze di Sensi. A partire dal  6 ottobre, contro la Juventus: Stefano lascia il campo dopo 34 minuti toccandosi l’adduttore destro. Gli esami dicono «elongazione»: sulla carta niente di gravissimo, ma col senno del poi la smorfia sul volto del 24enne centrocampista accompagnerà tutto il resto della sua stagione. Visto che si fa male di nuovo, lavora a parte, torna in gruppo, si rivede in panchina, gioca qualche minuto. Il bollettino medico dice: problema al muscolo psoas, ricaduta all’adduttore, visita medica specialistica a Monaco di Baviera per capirne di più. Prima di Natale i 17 minuti con il Genoa sembrano l’inizio della nuova era. Insomma, Sensi può essere il nuovo acquisto di gennaio fatto in casa“.

FRAGILE – Ma la nuvola nera aleggia ancora sul numero 12, nonostante l’arrivo di Christian Eriksen abbia stuzzicato fin dall’inizio le fantasie dei tifosi. Due mezzali tutto tocco e fantasia: soluzione a dir poco irrealizzabile nella testa di Antonio Conte. Ma la necessità di ritrovare Sensi non si discute. “Prima della trasferta di Udine, ecco l’edema al polpaccio sinistro; col Napoli prende una botta al piede sinistro con conseguente infrazione allo scafoide e scompare di nuovo. Oggi i suoi numeri dicono 17 presenze e 1005 minuti giocati, 3 volte in campo dall’inizio al 90’, 3 volte titolare da ottobre, 16 partite fuori per infortunio. Già a Sassuolo nel 2016-17 aveva saltato per problemi muscolari 15 partite, nel 2017-18 era sceso a 10, mentre l’anno scorso si era salvato“.

DUBBI – È ovvio che questi numeri non possono accontentare l’Inter, e neppure il suo folletto. Lo stop ai campionati per l’emergenza sanitaria non aiuta. Sensi è costretto ad allenarsi in solitaria, non potendo contare sul giudizio del campo, e dei fatti, per tornare a far parlare di sé. Evidente, dunque, che in una situazione di stasi, l’ombra del dubbio si faccia più corpulenta. C’è da fare spazio ad Eriksen: priorità assoluta fino a qualche settimana fa. Inter e Sassuolo si rivedranno necessariamente per parlare dell’ex neroverde (e non solo). Ma a quel punto Marotta potrebbe andarci più cauto, chiedendo magari un semplice rinnovo del prestito. Tra lui e Giovanni Carnevali c’è un’intesa morale di riscatto obbligatorio, ma il club nerazzurro non vuole correre rischi.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Carlo Angioni


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