Infantino: “Coronavirus, il calcio si prepari al peggio. Salute prima di tutto”

Articolo di
23 Marzo 2020, 08:25
Gianni Infantino presidente FIFA
Condividi questo articolo

Le parole del presidente della Fifa, Gianni Infantino, tra le pagine de “La Gazzetta dello Sport”. Nella prima parte dell’intervista, focus sull’impatto del coronavirus sul mondo del calcio, i rapporti con la Uefa e il rinvio del Mondiale per Club

POCA VOGLIA DI FESTEGGIARE – Gianni Infantino, oggi, compie 50 anni. Certamente avrebbe sperato in una situazione migliore per festeggiare questo traguardo, ma d’altronde in un momento simile “Prima la salute. Poi tutto il resto. E il resto, per i dirigenti, significa sperare il meglio ma anche prepararsi al peggio. Senza panico, diciamolo chiaramente: si giocherà quando si potrà senza mettere a rischio la salute di nessuno. Federazioni e leghe siano pronte a seguire le raccomandazioni di governi e Oms. Io ringrazio dottori, infermieri e tutti quelli che rischiano la loro vita per salvarne altre. Loro sono eroi“.

COOPERAZIONE – Il lavoro della Fifa, in tal senso, ha cercato di coordinare le diverse federazione e competizioni continentali, per poter ragionare in blocco sull’eventuale ripresa: “Abbiamo dimostrato spirito di cooperazione e solidarietà con Europa e Sudamerica. Ora pensiamo al calendario delle nazionali. E alle modifiche e alle dispense temporanee per i regolamenti sullo status dei calciatori e i trasferimenti. Per proteggere i contratti e adeguare i periodi di registrazione. Servono misure dure. Ma non c’è scelta. Dovremo tutti fare sacrifici. Politica? Non giudico“.

DISGELO – L’emergenza ha contribuito a riscaldare i rapporti tra Uefa e Fifa: “In situazioni così, la salute è una priorità assoluta e servono misure eccezionali. È semplicemente quello che ho fatto. Sono e sarò sempre pronto ad aiutare chi ha bisogno, oggi Europa e Sudamerica, domani altri. È quello che ci siamo detti con Aleksander Ceferin al telefono“.

SOGNO – C’è rammarico, poi, per il rinvio del Mondiale per Club con un format che, secondo Infantino, avrebbe rivoluzionato la competizione: “Non il mio sogno, ma un torneo Fifa per sviluppare il calcio di club mondiale, voluto da tutti i club, compresi i top europei. Quando l’Uefa creò la Champions, trent’anni fa, ci fu l’insurrezione di federazioni e leghe: avevano paura della novità. Ora si dice che è stata una genialata. Siamo di fronte a paure simili e inutili: tutti avranno benefici. Vediamo cosa diranno tra trent’anni. Presto decideremo se giocare la prima edizione nel 2021, nel ‘22 o al massimo nel ‘23“.

INTERESSI – Ovviamente, nella pianificazione dei nuovi calendari, la Fifa soprattutto dovrà tenere conto delle esigenze di tutti i satelliti che ruotano intorno al sistema calcio: “Il Mondiale per club e il Mondiale sono l’unica fonte d’introiti per la maggioranza delle federazioni. Senza, in oltre cento paesi non esisterebbero campionati, settori giovanili, calcio femminile, campi. Rinviare il Mondiale per club fa perdere centinaia di milioni alla Fifa e a tutte le federazioni. Abbiamo i mezzi per far fronte a queste perdite, ma le soluzioni sul calendario internazionale devono tener conto degli interessi ditutti gli stakeholders. È una responsabilità Fifa. Ne parleremo con confederazioni, federazioni, leghe, club, calciatori. Sicuro che tutti siano pronti a fare un passo indietro, come noi“.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Fabio Licari


Seguici e scarica le nostre APP per restare sempre aggiornato

Google News News Nows Inter News App per Android GRATIS! Inter News App per iOs GRATIS!


tifointer






ALTRE NOTIZIE