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Hakimi: «Real Madrid? No clausole, felice per scudetto Inter! Conte esige»

Hakimi torna a parlare in Spagna dopo la conquista dello scudetto dell’Inter. Il laterale classe ’98, in collegamento con la trasmissione El Transistor sulla radio spagnola Onda Cero, commenta il titolo appena conquistato.

LA GESTIONEAchraf Hakimi parla di come sta vivendo queste giornate: «Siamo in pieno Ramadan, però mancano pochi giorni. Cerco comunque di essere al meglio della forma fisica, la cosa buona è che ci alleniamo di mattina. Dopo cerco di riposare bene e riuscire a gestire bene il resto della giornata. Mi piace Milano come città. Manchester City-PSG? Non l’ho vista, ero con la famiglia e ho potuto vedere solo il risultato e i gol. Antonio Conte ci ha dato alcuni giorni liberi, li ho voluti passare con la famiglia».

IL TITOLO – Hakimi entra nel merito del discorso scudetto: «C’era un progetto chiaro, visto che la società veniva da tanti anni senza vincere. È un bel progetto, sono contento di aver fatto la storia in un club importante come l’Inter. Sono molto contento per aver aiutato la squadra, anche se faccio il difensore. È vero che sono un giocatore offensivo, ma Conte vuole che sia parte di tutti gli aspetti della squadra. Ho lavorato tanto sull’aspetto difensivo, non si è visto tanto e alcuni dicono che difendo male. Ma, vedendo bene le partite, si nota come sia migliorato molto in tal senso e di come mi stia impegnando».

IL PASSATO – Hakimi torna sul Real Madrid, partendo dalla semifinale di stasera col Chelsea: «Chi terzino destro? Dovrà giocare Alvaro Odriozola. Non ho nessuna clausola, al massimo una percentuale sulla futura rivendita. Ho già detto (vedi articolo) che il Real Madrid aveva la possibilità di tenermi, però ha deciso di non farlo. Conte duro? Negli allenamenti non voglio dire che sia duro, ma è esigente. Gli piace che tutto sia controllato e ben organizzato in allenamenti, ma poi ottiene i risultati che si sono visti. Si nota quando si gioca, ma in allenamento pensiamo tanto alla tattica. Abbiamo parlato di quando poteva diventare allenatore del Real Madrid, ma non sa perché si fermarono le trattative all’ultimo».

PRIMI PASSI – Hakimi racconta come è nata la sua carriera: «Sin da piccolo ho vissuto a Madrid, assieme a mio fratello. Non mi ricordo chi mi ha scoperto, giocavo in una piccola squadra di quartiere e arrivò una lettera a casa mia che il Real Madrid mi voleva: fu una grande soddisfazione. Mi è costato arrivare sino a qui, non solo a me ma anche ai miei genitori. Mi hanno aiutato molto, hanno fatto sacrifici perché arrivassi a questo punto. Non è stato un cammino semplice: molti pensano che al Real Madrid sia tutto facile, ma non è così. Da piccolo sono stato escluso da un torneo giovanile, il Torneo de Navidad: ero molto triste. Da lì ho lavorato molto, è stato un cambio nella mia persona e mi ha aiutato tanto a essere quello che sono ora».

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