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Gravina: “Perdite in Serie A? Chiediamo al Governo un fondo per il calcio”

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha concesso un’intervista ai microfoni di “Sky Sport 24” in cui ha analizzato diversi temi sul mondo del calcio

LA NAZIONALE A BERGAMO – Gravina parla della decisione di far giocare la prossima partita della Nazionale a Bergamo: «Sarà un appuntamento importante come presenza, come appuntamento per stare insieme, tornare alla normalità. Tornare a Bergamo è un atto doveroso, un momento di speranza per i tifosi e chi crede nel nostro sport. Contro l’Olanda auspichiamo una presenza significativa di pubblico perché potrebbe essere una svolta per il mondo del calcio e dello sport»

IL RICORDO DI FINO FINI – Gravina ricorda la figura di Fino Fini, recentemente scomparso: «Fino è un’icona del calcio italiano, ha rappresentato la caparbietà, il voler a tutti i costi coltivare quelle radici che il più delle volte vengono recise perché il passato sembra non aver valore. Per Fino Fini era il valore principale, tutto quello che ha raccolto con grande impegno nel nostro museo è la famiglia, la casa di Fino. E’ stato molto commovente incontrare i figli alla camera ardente nel museo del calcio e sentire dai figli che, oltre a ringraziare il mondo del calcio, hanno detto che papà è tornato nella sua casa. Per un personaggio così importante e impegnato per tutta la sua vita era un atto dovuto».

PLAY OFF IN SERIE A? – Gravina non si sbilancia sull’eventuale introduzione dei play off: «La riforma del calcio italiano non passa attraverso facili inglesismi come play off o final eight, è molto più profonda. La mia è una riflessione che richiede assunzione di responsabilità. Non dobbiamo abbandonare quell’individualismo libertario che ci costringe sempre ad adempiere ai nostri impegni. Il nostro è un prodotto che va valorizzato, noi ci stiamo battendo per far capire come il mondo dello sport è ancora regolato da una legge del 1981. Molti si sono lasciati affascinare dal contenuto marginale della legge delega dello sport che oggi sembra orientata verso un binario morto che oggi non auspichiamo. Tutti affascinati dal limite dei mandati, non si può pensare che questo sia un tema di attualità. Il tema è dare un calcio nuovo, di sostanza, restituiamo il calcio a chi ha mostrato grande passione».

LA RIAPERTURA DEGLI STADI – Gravina parla della riapertura degli stadi al pubblico: «Il calcio ha dimostrato grande senso di responsabilità. Abbiamo avuto due mesi di grande impegno a giugno e luglio, tutti impegnati per permettere il completamento delle competizioni. Il risultato è stato sotto gli occhi di tutti, nessun contagio, rispetto dei protocolli, il nostro mondo ha dimostrato grande senso di responsabilità. Ieri abbiamo visto una piccola presenza negli stadi, il calcio è uno, è sufficiente che ci sia rispetto e chiarezza nelle regole e gradualità nella riapertura».

LE PERDITE ECONOMICHE DEL SISTEMA CALCIO – Gravina parla delle perdite economiche del sistema calcio: «Il calcio oltre ad avere capacità di rappresentare un mondo trasversale è un mondo che risponde a logiche dell’economia di mercato. E’ evidente che nel momento in cui esistono dei contratti pre covid abbiamo tutta la politica dei ricavi che sta soffrendo. La grande emergenza che stiamo vivendo è chiaro che con ricavi in ribasso e costi in aumento si generano condizioni di default. Noi chiediamo una sorta di recovery found del governo per superare questo momento di criticità. Anche la Federazione si sta attivando. La Federazione responsabilmente sta cercando di assumersi delle responsabilità modulando le tempistiche su alcuni pagamenti. E’ un momento di emergenza e bisogna raccogliere le energie per una grande industria e un grande motore sociale».

CHE PRIMA GIORNATA – Gravina parla della prima giornata di campionato: «Ho visto grandissimo entusiasmo, la voglia di ripartenza e di normalità. Ho visto maggiore serenità in campo, maggiore correttezza e soprattutto, io sono di parte, ho visto poche critiche alla nostra classe arbitrale. Un giorno di partenza importante e ciascuno ha cominciato a svolgere il ruolo più corretto. Al di là di alcune tensioni e criticità normali nel nostro mondo sarà sempre uno dei più bei campionati nel mondo».

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