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Gravina risponde a Marotta: “Serie A autonoma? Magari! Ma un problema”

Gravina, presidente della FIGC, è intervenuto in collegamento con “BOff”, trasmissione di Extra TV. In risposta alle parole di Marotta della scorsa settimana, su una possibile scissione della Lega Serie A (vedi articolo), ha spiegato le difficoltà pur riconoscendo la validità del suo spunto.

LE RIFORMEGabriele Gravina inizia il suo intervento parlando delle possibili riforme, dalla Serie A in poi: «Mi aspetto ci sia l’attuazione della proposta di rilancio del calcio italiano. Ne parliamo da tantissimi anni, questa crisi ha fatto capire quante crepe ci sono all’interno del nostro movimento, che hanno bisogno di essere rinsaldate. Soprattutto c’è bisogno di un nuovo progetto innovativo, di rilancio complessivo, che ponga il nostro movimento e lo faccia diventare di eccellenza e di qualità. Noi dobbiamo crescere insieme, lo possiamo fare soltanto attraverso un percorso che preveda una progettualità di riforma del nostro sistema. Sottolineo, ancora una volta, che questo è possibile a una sola condizione: che le componenti del nostro mondo comincino a ragionare con logiche di partecipazione e non di conflittualità, di difesa del proprio orticello».

LA REPLICA – Gravina risponde a Giuseppe Marotta: «Serie A autonoma? Magari, metterei la firma! Ma, quando si dicono queste cose, bisogna conoscere gli argomenti. Non lo dico per Marotta, ma per chi ascolta: parlare di Premier League è molto affascinante, dà l’idea di un campionato di grandi potenzialità economiche e finanziarie. C’è un tema fondamentale, che molti trascurano: la Premier League non è autonoma. Ha, all’interno, un rappresentante nominato dalla federazione, che è il CEO e ha diritto di veto su tutto. Non dico che si tratti di un commissariamento vero e proprio, ma quasi. Il tema del cambio della governance lo condivido con Marotta, ma siamo sicuri che in Serie A sia un problema di governance? O di approccio culturale? Alla Lega Serie A ho sempre riconosciuto una leadership fondamentale per la sostenibilità del calcio italiano, ma non è un’investitura. La leadership si conquista sul campo, con comportamenti conseguenti».

IL FORMAT – Gravina poi spiega come sarà la Serie A 2020-2021, dopo le ipotesi di giornata (vedi articolo): «Se l’ipotesi è al 12 settembre probabilmente faremo meno soste invernali e più infrasettimanali. Al momento c’è lo stesso format, accendiamo tutti i ceri e facciamo tutte le novene possibili per far sì che si concluda senza ulteriori terzi incomodi. Come abbiamo vissuto è stata una parentesi di grandissima sofferenza e dolore per il nostro Paese. Pubblico allo stadio? Magari! È un auspicio e un augurio, vorrebbe dire che abbiamo risolto tutti i nostri problemi e siamo usciti dall’attacco di questo maledetto virus. Sono particolarmente ottimista, perché ho fiducia nella scienza che sta facendo un lavoro straordinario. Ho fiducia nelle condizioni atmosferiche, nel senso di responsabilità degli italiani e nell’involuzione dell’epidemia. Dobbiamo tutti insieme, forse con una preghiera in più, sperare nella presenza del pubblico. Non solo per il calcio».

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