Godin: “Inter, gruppo fantastico. Conte fondamentale, con lui…”

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27 Settembre 2019, 09:40
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Diego Godin, difensore dell’Inter e della nazionale dell’Uruguay, ha parlato in una lunga intervista al quotidiano spagnolo Marca. Diversi i temi toccati, tra cui l’ambientamento a Milano e nello spogliatoio nerazzurro e i nuovi “compiti” che gli chiede il tecnico Antonio Conte

GODIN A MILANO – «Fino ad ora ho avuto poco tempo tra viaggi e allenamenti ad Appiano non sono ancora riuscito a visitare molto Milano. Da poco ho visto il Duomo e sto iniziando ad adattarmi. Avere un connazionale come Vecino in squadra e Borja Valero mi sta rendendo le cose più facili, sono contento. Non mi sento il capo qui all’Inter, non è nel mio stile arrivare e imporre le cose. Mi sento importante, questo sì. Tutti conoscono la mia storia, sanno chi sono, però do il mio contributo come tutti anche se non sono il capitano. E tutti mi aiutano molto: riesco a capire molto bene l’italiano, ma ho difficoltà a parlarlo. Ho trovato uno spogliatoio caldo, fatto di brave persone».

NUOVI COMPITI – «L’assist a Sensi? Ci siamo allenati molto per questa giocata. Adesso gestisco di più il possesso palla in fase di attacco. Con Conte devo iniziare il gioco dalla destra, essere la prima linea di passaggio verso il centrocampista o gli esterni. Devo sempre stare concentrato, perché l’allenatore mi mette in posizione più avanzata, è un cambiamento rispetto a come giocavo all’atletico, però devo essere bravo e adattarmi. Il mio compito è che il pallone vada sempre in avanti. Salgo più spesso, è quello che mi chiede il tecnico. Inter e Milan come Atletico e Real? Non lo so, i nerazzurri hanno una grande storia e sono una società molto ben organizzata».

DIFFERENZE – «Non so se questa Inter ricorda il nostro Atletico campione di Spagna nel 2014. Noi stiamo iniziando ora. Le cose in comune che ho notato sono un gruppo sano e la fame che abbiamo di vittorie. Entrambi sono basate su due allenatori di grande personalità: il Cholo e Antonio Conte. Questa Inter si sta sviluppando attorno a lui, è il pezzo principale di questo puzzle. Ha una fortissima personalità e lavora moltissimo. La differenza tra lui e Simeone sono i dettagli. Qui guardiamo molti più video, per esempio. Non solo per correggere gli errori nelle partite già giocate, ma anche per visionare i futuri avversari. Inoltre anche il lavoro sul campo è diverso».



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