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Esposito: «Scudetto? Mi dispiace non esserci. Gol Inter, che emozione»

Sebastiano Esposito, attaccante dell’Inter in prestito al Venezia, ha rilasciato una lunga intervista a “Goal.com” parlando di numerosi temi.

VALORE – Queste le parole ai microfoni di “Goal.com” da parte di Sebastiano Esposito, attaccante di proprietà dell’Inter, in prestito al Venezia e di recente tornato in gol dopo 4 mesi, premiato ancora una volta con il premio NXGN. «L’anno scorso ho fatto abbastanza bene con l’Inter, uno dei club più importanti al mondo, quest’anno ho trovato un po’ di difficoltà sia alla SPAL che all’inizio qui a Venezia, ma mi fa piacere che venga considerato il mio valore».

DIVARIO – Esposito sulle differenze tra Serie A e Serie B. «Il divario tra Serie A e Serie B quest’anno non è tanto perché in B ci sono tanti giocatori di qualità, penso alla Reggina che lotta per salvarsi e ha gente come Denis, Menez… o il Lecce che ha praticamente la stessa squadra con cui l’anno scorso ha giocato in Serie A, pareggiando peraltro con noi dell’Inter. La differenza però comunque c’è perché non si può nascondere che in Serie A ci sono dei mostri, dei campioni di un altro livello e il fatto che ci siano questi fenomeni fa bene al calcio italiano, ma purtroppo ci sono pochi giovani italiani».

GOL – Esposito sul gol segnato in Prima Squadra nell’Inter, sull’emozione per il pallone del rigore consegnato da Romelu Lukaku e sul pubblico che gli chiedeva di farlo. «Eh, scelta difficile. Entrambe. Ti dico entrambe. È stata una riconoscenza nei miei confronti sia del pubblico che poi di Romelu. Io, un ragazzino di 17 anni, che viene acclamato dal pubblico per tirare il rigore, al quale viene passata la palla da uno degli attaccanti più forti al Mondo: penso sia un’emozione unica. Non riesco a spiegare quell’emozione, in quel momento non riuscivo a pensare e ho avuto l’incoscienza dalla mia parte: se dovessi calciare quel rigore adesso che sono un po’ più cosciente, non ti nascondo che ci penserei dieci volte in più».

CONSIGLI – Esposito sull’ottimo rapporto mantenuto con l’attaccante belga e se gli ha chiesto consigli in questa annata difficile. «Sì, anche se lui le difficoltà che ho avuto io quest’anno non le ha mai avute, in primis perché è un campione e poi è cresciuto all’estero dove non si fanno troppi problemi con i giovani, però sì mi ha sempre dato molti consigli anche fuori dal campo, ci scriviamo spesso. Ma ad esempio anche il bomber che abbiamo in squadra, Forte, mi ha dato un sacco di consigli perché lui queste cose le ha già passate. Ha fatto il mio stesso settore giovanile, ha giocato in Coppa Italia con l’Inter, è tornato in Serie C, in B, poi all’estero… So che non sono il primo né sarò l’ultimo a scendere in B dopo aver giocato in Serie A, ma io voglio tornare da dove sono partito, anche se so che è difficile».

SCUDETTO – Esposito sul fatto che l’Inter con quasi la stessa rosa di cui faceva parte l’anno scorso sia favorita per lo scudetto. «A volte ci penso, sono sincero. Ne ho parlato qualche giorno fa con Tommaso Berni, lui poverino è stato sei anni all’Inter e adesso che è andato via i ragazzi possono, anzi dico possiamo perché io sono comunque un tifoso, riuscire a vincere lo Scudetto… Sì, mi dispiace non esserci ma credo che insieme all’Inter abbiamo fatto la scelta giusta e cioè quella di farmi crescere. Abbiamo intrapreso questo percorso che non so quanto durerà, se solo altri tre mesi, un altro anno o altri tre anni, a giugno vedremo, ci siederemo a tavolino e valuteremo ciò che è meglio per il mio futuro».

SENSI – Esposito sulla Nazionale maggiore dell’Italia. «Ho commentato Italia-Irlanda del Nord col mio migliore amico e notavamo che ci sono delle squadre fortissime, quali ad esempio la Francia, ma l’Europeo è ricco di partite secche, di partite che se stai bene le vinci. L’Italia ha un bel gioco, è un perfetto mix tra giovani ed esperti: Chiellini fa la differenza, ha un’esperienza fuori dal normale, ad esempio. Ma ci sono tanti giocatori forti: Insigne, Immobile, Spinazzola, Barella, tutti giocatori di qualità con i quali la Nazionale di Mancini può davvero fare benissimo. E io spero che si riprenda Sensi, che reputo uno dei centrocampisti italiani più forti e all’inizio dello scorso anno lo ha dimostrato perchè tecnicamente, come intensità e passo ha dimostrato di essere fondamentale per l’Inter. E se era fondamentale per l’Inter perché non può esserlo fondamentale per la Nazionale?».

Fonte: Goal.com – Renato Maisani

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