Esposito: “L’Inter non è da tutti. Il rigore contro il Genoa? Volevo tirarlo”

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20 Gennaio 2020, 15:34
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La baby stella dell’Inter Sebastiano Esposito ha concesso un’intervista per il programma “Piedi per terra” di DAZN in cui ha parlato della sua crescita e delle emozioni per il primo gol in Serie A con la maglia nerazzurra

I MIEI SOGNI – Esposito parla del suo momento magico: «Devo fare meno sbagli possibili, sono esposto. Tante interviste? Non mi scoccia, è bello raccontare il mio passato, i miei sogni e le cose che vorrei si avverassero»

MAI FARE ERRORI – Esposito parla di come il fatto di essere diventato una piccola stella lo esponga ancora di più: «E’ una cosa che ti viene spontanea, che bisogna fare, non bisogna sbagliare neanche le interviste. Raccontare se stessi sì, ma entro i limiti»

IL PRIMO POST SU INSTAGRAM – A Esposito viene presentato il suo primo post su instagram dove festeggiava una doppietta con una formazione giovanile dell’Inter: «A 12 anni il mio primo torneo con l’Inter, una partita finita con una doppietta di Esposito (ride ndr). Questo gol lo avevo dedicato a mamma, una cosa che faccio spesso»

UN PREDESTINATO – Esposito parla di cosa si prova a essere un piccolo predestinato: «Quando ero piccolo sapevo che dovevo crescere in fretta, non ero un bambino come gli altri e allo stesso tempo loro non potevano fare le cose mie. Giocare nell’Inter non era da tutti, dovevo sacrificarmi, ma allo stesso tempo avevo delle bellissime soddisfazioni. Non nego di sentirmi addosso tre anni di più».

IL PADRE CALCIATORE – Avere un padre calciatore e allenatore non è stato fonte di pressioni per Esposito: «Non mi ha creato delle pressioni, mio padre ha fatto ben poco da calciatore. Non mi ha creato pressioni, lui ha vissuto il calcio e non mi ha creato pressioni, è sempre stato al di fuori e non è cosa da tutti. Anche oggi non mi crea pressioni e mi dà consigli solo al di fuori del calcio per la persona e il figlio che devo essere».

SCUDETTO? – Esposito non vuole sentir parlare di scudetto: «Non so cosa significhi, piedi per terra».

L’EMOZIONE DI SAN SIRO – Esposito parla delle emozioni di giocare a San Siro: «Io ho visto prima da esterno, poi dalla mia parte. Cambia tutto, l’atmosfera, quando sei in silenzio in campo non ci puoi stare perché senti un tifo e una pressione straordinaria. Torni a casa con un bagaglio di emozioni incredibile. Sono difficile da spiegare le emozioni che ho provato, è una cosa straordinaria che un ragazzo sogna di giocare e provare queste emozioni. A lungo andare deve passare, bisogna sciogliere la tensione, è giusto averla ma non bisogna farsi trasportare da essa».

L’AFFETTO DI SAN SIRO – Esposito parla dell’affetto che il pubblico di San Siro nutre nei suoi confronti: «Magari perché ho 17 anni, sono un ragazzo e loro mi vogliono coccolare».

IL RIGORE CONTRO IL GENOA: UN PALLONE CHE TI DA’ LUKAKU, TE LO PRENDI TU, O TE LO CONSEGNA SAN SIRO? – Esposito parla del rigore calciato contro il Genoa in cui ha realizzato il suo primo gol in Serie A: «Un miscuglio di tutte e tre le cose, ma senza tutte e tre non avrei calciato il rigore. Lo volevo calciare? Sì. La prima opzione era tirare centrale».


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