Esposito: “Inter, Lukaku umile. Conte straordinario! Talenti? Dico Oristanio”

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21 Novembre 2019, 09:39
Sebastiano Esposito
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Lunga intervista concessa da Sebastiano Esposito alla “Gazzetta dello Sport”. Il giovane attaccante nerazzurro ha parlato di tutto: dai suoi esordi con l’Inter al rapporto con Lukaku e Conte. In più, prospetta una grande carriera al giovane talento, classe 2002, Gaetano Oristanio.

PIEDI PER TERRA – Sebastiano Esposito e i suoi segreti. Qualora ce ne siano, perché il golden boy nerazzurro parla soltanto di umiltà e spensieratezza. C’è da credergli, vista l’ondata di ottimismo e consapevolezza che ha avvolto i suoi esordi con la maglia dell’Inter. Il forte attaccamento alla famiglia lo contraddistingue, ma anche quello alla Nazionale, di cui è praticamente un jolly: “La maglia è una, lo stemma è uno, l’orgoglio è unico. Che sia Under 17, Under 18 o Nazionale maggiore. E chi non dà il 100% ogni giorno, in Nazionale non ci va. E di ogni squadra in cui gioco mi piace essere un leader”.

TEMPRA – Cresciuto lontano da casa, ma capace di realizzare i suoi sogni in età precoce. Esposito sta vivendo ogni attimo sulle ali dell’entusiasmo: “Quando sono andato via di casa a otto anni, ho capito che non avrei potuto vivere come un bambino qualsiasi. E la stessa cosa quando mi sono trasferito all’Inter. Calcio, studio e poco altro, ma adesso mi va bene così.  La gente mi riconosce, mi ferma per strada, mi fa piacere. Se i calciatori possono godere di questa popolarità, è grazie all’amore dei tifosi. Forse ancora fatico a rendermi conto di cosa sta succedendo. E’ accaduto tutto in così poco tempo: giocavo in Under 17 e ho debuttato in Primavera, giocavo in Primavera e mi allenavo in prima squadra, poi l’esordio in Europa League, quello in Champions, quello in Serie A“.

FUTURO ROSEO – Esposito sembra essersi integrato benissimo coi metodi di lavoro di Antonio Conte. Ma anche e soprattutto con il gruppo Inter: “Abbiamo un allenatore straordinario. Lukaku? Ha un’umiltà fuori dal comune. Mi ha accolto nello spogliatoio come fossi il suo fratellino. Da lui ho solo da imparare, ma ho legato anche con D’Ambrosio, che fu allenato da mio padre nella Juve Stabia. Devo tanto anche a Roberto Samaden (responsabile del settore giovanile nerazzurro, ndr), ma voglio ricordare anche Roberto Clerici, che mi scoprì portandomi a Brescia e che è scomparso“. E se dovesse citare un altro talento in grado di ripercorrere le sue orme, il giovane Esposito non ha dubbi:  “Gaetano Oristanio. Talento puro, 2002 come me. Ma non lo dico perché è un mio amico. Mondiale in Qatar? Piano. Se sono arrivato qui, è soltanto per aver fatto un passo alla volta“.


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