Eriksen poteva rifiutarsi di entrare in Inter-Real Madrid? Conte fa “centro”

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26 Novembre 2020, 10:32
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Eriksen è già arrivato alla fine del suo capitolo nerazzurro. Almeno per quanto riguarda l’Inter di Conte, che a quanto pare sta facendo di tutto affinché il caso non rientri. In Inter-Real Madrid forse si è toccato il fondo con la sostituzione

CAMBIO INSPIEGABILE – Ammettiamolo. Quando al 78′ è entrato Stefano Sensi, tutti abbiamo pensato che la partita fosse finita. E che fosse finita nel peggiore dei modi. Non solo per il risultato, quanto per il polverone che si sarebbe alzato nel post-partita. Ci si aspettava un ultimissimo cambio, probabilmente il “solito” Radja Nainggolan degli ultimi cinque minuti. E invece Antonio Conte stupisce tutti, chiedendo a Christian Eriksen di entrare. Quello che succede dal momento in cui arriva la comunicazione del cambio, e avviene effettivamente, è da copione. Da film horror. Però il filone parodia. Il centrocampista danese è pronto a scendere in campo intorno all’80’, ma la palla per tipo 5′ non esce mai fuori dal campo. Di conseguenza, l’ingresso il campo può farlo solo a ridosso dell’86’. A disposizione circa 4′ più recupero, per un totale di 6′. Ma Eriksen entra al posto di Romelu Lukaku per giocare (si fa per dire…) fuori ruolo sulla fascia sinistra, quando sarebbe bastato inserire Matteo Darmian per far rifiatare il centravanti la belga. E lo fa degnamente.

CERCASI RISPOSTE – Le domande che possiamo porci ora sono tante. Ad esempio, perché Conte sta riservando questo “trattamento” speciale a Eriksen? Farlo entrare nei minuti finale a partita compromessa – con un uomo in meno, due gol da recuperare e fuori ruolo – non serve a nessuno. Perché Eriksen non può dimostrare in quel frangente di meritare fiducia. E di certo Conte non gliene dà così, quasi a volerlo umiliare. Parola forte, sia chiaro. Eppure la provocazione appare evidente. C’è un’altra domanda da porsi, però: Eriksen poteva rifiutarsi di entrare? La risposta è semplice: no, non poteva. In Inter-Real Madrid il classe ’92 danese si è dimostrato serio, un altro (più fumantino…) probabilmente avrebbe reagito diversamente. Se si fosse rifiutato (gravissimo!), avrebbe dato ragione al tecnico e sarebbe finito fuori rosa. Conte decide chi schierare e come, giusto accettarlo anche quando è difficile da mandare giù. Adesso tocca all’Inter – intesa come società – porsi un’altra domanda: si può continuare così, tanto con Conte quanto con Eriksen?



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