Eriksen e il giro dell’Inter in 80 giorni: Conte lo aspetta diverso – GdS

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12 Aprile 2020, 09:38
Eriksen
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“La Gazzetta dello Sport” ripercorre gli 80 giorni in maglia Inter di Christian Eriksen (che scadranno questa settimana). Il danese è appena rientrato dalla Danimarca ed è pronto a rimettersi a disposizione di Antonio Conte quando la Serie A deciderà di ripartire. Il tecnico salentino si aspetto tutt’altro piglio dal suo fuoriclasse

BALBETTANTE – Il giro dell’Inter in 80 giorni non è stato poi così emozionante. Christian Eriksen è arrivato da Londra con addosso il vestito da anti Cristiano Ronaldo, ha fatto vedere sì e no un paio di lampi tra Milano e Bulgaria e ha detto arrivederci ai suoi tifosi con la mezzoretta a marce ridotte di Torino. Poi c’è stata la quarantena ad Appiano Gentile. Ha passato le due settimane con la famiglia in Danimarca e adesso è di nuovo a Milano. Con una missione: provare a entrare davvero nei meccanismi di Antonio Conte. Provare a cambiare il suo destino immediato in nerazzurro. Contro Lazio e Juventus, le due partite scudetto perse, il danese ha fatto tanta panchina giocando solo 44 minuti recupero escluso.

RINASCERE – Se e quando la Serie A ricomincerà, Eriksen dovrà ripartire sempre da là, ovvero dalla panchina. Sarà obbligato a conquistarsi al più presto un posto al sole in questa Inter. Che punta ad avere anche e soprattutto il miglior Eriksen, la versione molto più bella, determinante e continua del giocatore visto in maglia nerazzurra da fine gennaio.

ASPETTATIVE – Il giro dell’Inter in 80 giorni era iniziato alla Scala il 28 gennaio, appena atterrato da Londra. Una presentazione da superstar. Dopo una mezza stagione non a massimo dei giri con il Tottenham, l’ambientamento a casa Inter non è facile. Conte lo fa debuttare subito contro la Fiorentina, ma mai c’è la sensazione che si fidi di lui ciecamente. Questione di modulo, perché nel 3-5-2 di Antonio il danese in versione mezzala non ha gamba per incidere. Questione anche di carattere, che l’ex Spurs non tira mai fuori. Così i suoi giorni nerazzurri passano senza troppi sussulti.

SUSSULTI – Le tappe del suo giro in nerazzurro saranno 8. A Udine c’è la prima da titolare in Serie A; con il Milan sembra poter arrivare la svolta grazie a quella traversa che ancora vibra per il suo destro. Poi le briciole di partite giocate a Roma contro la Lazio e in Coppa Italia contro il Napoli, ma anche (finalmente) il gol in Bulgaria nell’andata contro il Ludogorets e i 90’ giocati nel Meazza a porte chiuse per il ritorno. Da uomo scudetto, però, Eriksen sembra quasi essere diventato l’uomo del giovedì, dell’Europa League, cosa confermata dalla bocciatura dell’Allianz Stadium e dalla mezzora che non scalda l’Inter.

STOP – La sua stagione si ferma lì ed Eriksen da lì deve ripartire. E visto che Conte non cambierà certo modulo per farlo giocare, dovrà essere il danese a entrare nell’organizzazione di gioco da protagonista e meritarsi una maglia da titolare, giustificando quel surplus di personalità che ci si aspetta dal giocatore più pagato della rosa (con Romelu Lukaku). Le settimane passate in Danimarca con la fidanzata Sabrina e il figlio Alfred sono servite a ritrovare l’ambiente familiare. Ora serve di nuovo puntare l’obiettivo verso la ripresa della stagione, con molto più fuoco dentro.

RIPARTENZA – Eriksen proverà a far lavorare l’attenzione ma anche a svagarsi in questi giorni. Poi dovrà continuare a seguire i compiti a casa per tenere i muscoli allenati e capire davvero quello che vuole Conte, ovvero più mosse da faticatore unite all’innata qualità da trequartista. Solamente così il prossimo giro dell’Inter in 80 giorni potrà essere molto diverso.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Carlo Angioni


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