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Dzeko: «Lautaro Martinez? Aveva offerte, significa molto per l’Inter sia restato»

Dzeko ha rilasciato una lunga intervista a DAZN. L’attaccante bosniaco parla di cosa ha vissuto nell’esordio in Inter-Genoa e il rapporto con Lautaro Martinez. Qui le sue parole a Inter TV.

ESORDIOEdin Dzeko racconta le reazioni in Inter-Genoa: «Ero un po’ nervoso, non è da me. Ho giocato tante partite coi club e in nazionale, normalmente non sono nervoso. Poi vedendo tanti tifosi fuori col pullman ho chiesto quanti potessero entrare. Non era la prima a San Siro, ma era la prima in casa. Anche andando nello spogliatoio andavo verso gli ospiti, Ivan Perisic mi ha ricordato che era l’altro. Allo stadio c’era mia madre, anche tanti amici. Sicuramente ho visto uno stadio molto bello, è casa mia adesso. In futuro voglio fare tanti gol e tante cose belle per l’Inter. Il gol? Lo cercavo. Era la prima partita, quando fai subito gol è importante. L’ultima mezz’ora avevo i crampi, il mister mi chiedeva come stavo e gli ho detto “bene”. Poi alla fine è andata com’è andata, mi sono rilassato dopo il gol pensando che andava bene tutto».

PASSATO E PRESENTE – Dzeko ha comunque un ricordo particolare per Romelu Lukaku: «Ha fatto negli ultimi due anni grandi cose qui all’Inter. Bisogna dirgli grazie, perché ha fatto veramente bene, però non mi piace guardare tanto indietro: io guardo il futuro, sempre avanti, ed è anche qui. Per me conta solo l’Inter e fare bene, so che posso dare tanto a questa squadra. Lautaro Martinez altro compagno argentino? Se facciamo come al Manchester City con Sergio Aguero e Carlos Tévez è la strada giusta. Lautaro Martinez è un gran giocatore, l’altro giorno ha fatto il compleanno e gli ho chiesto quanti anni avesse. I giocatori forti servono a questa squadra, sono contento che Lautaro Martinez sia rimasto nonostante offerte importnati. Significa molto per questo club, che i giocatori vogliono continuare a crescere qui».

CARRIERA – Dzeko non ha una preferenza sui soprannomi: «Conta quello che fai, per me questa è la cosa più importante. Poi i tifosi possono scegliere, ho sentito di nuovo “Cigno di Sarajevo” (ride, ndr). La prima volta numero 9? Non ricordo, sono passati tanti anni. Magari prima facevo esterno destro, numero 7, però non ricordo. Quando sono andato in Repubblica Ceca, in seconda serie, mi ha portato un allenatore che è stato per otto mesi mio allenatore in Bosnia e mi ha messo come numero 10. Così ho corso di più, poi dopo sei mesi mi sono spostato. La visione di gioco data da quei sei mesi? Può essere. Quando vedi un attaccante che può tirare di destro e di sinistro è sicuramente una cosa positiva, perché diventa difficile per i difensori. Da piccolo andavo a tirare a muro di sinistro, perché di destro tiravo già bene».

NUOVA ERA – Dzeko è convinto di poter far bene con Simone Inzaghi all’Inter: «Sì, perché ho sentito tante belle cose dai giocatori che allenava. Visto il gioco che faceva alla Lazio ero sicuro che per me sarebbe stato il modulo di gioco perfetto. Posso dire che mi sono divertito molto in quei novanta minuti col Genoa, ma anche contro la Dinamo Kiev avevo capito che questa squadra è forte e sa giocare a calcio bene. Sono contentissimo di essere riuscito a venire in Italia: da piccolo guardavo il calcio italiano, era il migliore. Italia e Bosnia sono vicine, ho avuto la fortuna di venire qui con le giovanili dello Zeljeznicar per dei tornei. Volevo imparare la lingua, l’ho fatto e sono contento. Penso che, come ho detto prima, posso dare ancora tanto e anche i dirigenti dell’Inter hanno visto questo».

IL PASSATO – Dzeko ha buone parole per Roma, intesa come città e squadra: «Rimane sempre un pezzo di cuore, sono stato sei anni lì e non è poco. I tre miei figli sono nati a Roma, soprattutto per loro sarà la casa numero uno. Io ricordi di Roma li ho sempre belli, quel post che ho fatto (vedi articolo) è una cosa che mi viene naturale. Roma mi ha dato tanto, la ringrazio per sempre per i miei ex compagni e per la Roma. Voglio che fanno bene, ovviamente dietro l’Inter (ride, ndr). Abbiamo vissuto sei anni importantissimi, è stata una grande esperienza».

PROSSIMO AVVERSARIO – Dzeko parla del Verona, anche ricordandosi la partita dell’anno scorso dove sembrava fosse in uscita dalla Roma: «Non ci penserò. L’anno scorso ricordo che ero in panchina, non per scelta mia ovviamente. Stavolta spero di giocarla e di vincere, poi non penserò a quello che è successo. Venerdì vogliamo vincere e continuare questo percorso che è iniziato con il Genoa. Chi mi ha dato una mano a venire all’Inter? Beh Aleksandar Kolarov un pochino…»

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