Di Carlo (avv.Icardi): “Mauro soffre, sta subendo una discriminazione”

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1 Settembre 2019, 10:10
Inter Mauro Icardi
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Il “Corriere dello Sport” ha intervistato Giuseppe Di Carlo, avvocato di Icardi nella causa presentata all’Inter, che ha spiegato il loro punto di vista.

VARIE TAPPE – «Prima di arrivare a questo punto, a inizio agosto avevo inviato al club una diffida perché Icardi fosse reintegrato pienamente negli allenamenti. Come risposta ho ricevuto una nota formale della società che affermava che è integrato nel gruppo, mentre è noto a tutti che non svolge le esercitazioni tecnico-tattiche. E’ unilateralmente considerato sul mercato nonostante un contratto fino al giugno 2021 e la sua dichiarata volontà di rispettarlo».

QUESTIONE DI DIRITTO – «E’ successo anche a Joao Mario? Si tratta di una prassi consolidata anche da parte di altri club, ma io mi domando: è corretta? Questo arbitrato può trasformarsi in una questione di diritto per il futuro. Puntiamo a dimostrare che un calciatore, in questo caso Icardi, non può essere demansionato o messo da parte così. Trattandosi di un giocatore non si può rivolgere alla giustizia ordinaria e far causa per mobbing».

NIENTE RISOLUZIONE – «A mio avviso non ci sono le condizioni per chiedere la risoluzione, ma è giusto esigere un trattamento paritario agli altri calciatori dell’Inter. Ora vediamo che tipo di pronuncia ci sarà. Se Icardi cambierà maglia, il procedimento terminerà. Altrimenti…».

I TEMPI DELLA CAUSA – «I tempi? Dipenderà da quanto i due arbitri impiegheranno a scegliere il terzo. Se lo faranno in breve, in 2-3 mesi si può chiudere tutto. Se invece non ci sarà un accordo e sarà necessario rivolgersi al Tribunale di Milano, i tempi saranno più lunghi».

SOFFERENZA ICARDI – «Per Icardi non è stato facile. Non lo è stato affatto, ma lui soffre per questa situazione dal punto di vista psicologico. Non è normale subire una discriminazione come quella che sta subendo lui: tralasciando la vicenda della fascia, l’assenza nelle foto e il numero tolto, c’è la questione degli allenamenti».

COME GLI ALTRI – «Io credo che lui debba essere trattato come tutti i giocatori dell’Inter e anche lui lo pretende. Questo abbiamo chiesto nel documento inviato al club. Ora ci saranno tre arbitri che decideranno: se ci daranno ragione, l’Inter dovrà ottemperare alla nostra richiesta, altrimenti potrà continuare a fare ciò che ha fatto finora».

REINTEGRAZIONE – «A chiedere il risarcimento siamo stati obbligati dall’accordo collettivo. E’ una conseguenza necessaria in caso sia accertato un comportamento discriminatorio. Non è una scelta né mia né del calciatore. Icardi non fa tutto questo per una questione economica: a lui interessa di essere parte integrante del progetto Inter. E siccome in 2 mesi non ha giocato neppure un’amichevole, non è parte del progetto».

Fonte: Andrea Ramazzotti – Il Corriere dello Sport


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