Dalbert: “Inter di qualità, serve vincere. Se segno esulto. E sogno il Brasile”

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13 Dicembre 2019, 10:57
Dalbert razzismo Atalanta-Fiorentina
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Il “Corriere dello Sport” ha intervistato Dalbert. Il terzino sarà contro la sua ex squadra domenica e ha parlato delle sue sensazioni, dei nerazzurri, di Chiesa e del problema razzismo.

PRIMA DA EX – «Come mi sento a giocare contro l’Inter? Così è la vita. Ha deciso l’allenatore ed io volevo ritagliarmi maggiore spazio. E l’esperienza alla Fiorentina è stata la scelta migliore che potessi fare».

SFIDA DECISIVA – «Domenica decisiva per Montella? Io non penso al fatto che possa saltare l’allenatore, io sono concentrato solo sul vincere. Lo stimiamo tutti, è un tecnico fantastico, un’ottima persona. Io, in campo, correrò anche per lui, così come il resto della squadra».

INTER ARRABBIATA – «L’Inter le ha vinte tutte in trasferta? Non esiste la squadra invincibile, pur avendo l’Inter un organico di assoluta qualità. Dopo l’eliminazione dalla Champions saranno arrabbiatissimi, ma le nostre motivazioni non sono affatto da sottovalutare. Alcune loro certezze, con l’eliminazione dalla massima competizione europea, saranno venute meno, ma non per questo potremo sottovalutare niente. Di contro, noi di motivi per fare bene ne abbiamo uno più di mille».

GIOCATORI DECISIVI – «Il valore aggiunto dell’Inter? Sono primi in classifica e non a caso. Lautaro, incontenibile, e Lukaku sono fenomeni veri, di quelli capaci di dare fastidio con un solo movimento. Toccherà anche a me cercare di contenerli. Attenzione poi a non trascurare Brozovic, che conosco molto bene e pure lui può fare la differenza».

PARALLELO CON BIRAGHI – «Paragone tra me e Biraghi? Io non la vivo affatto come una battaglia. Ho visto Biraghi giocare più volte, dalla passata stagione quando ci siamo affrontati da avversari a questa, che sta vivendo in nerazzurro. Ha qualità e ciascuno di noi cerca il meglio per la sua squadra».

SOGNO BRASILE – «La maglia del Brasile? Onestamente speravo di conquistarmela qui in Italia, già con l’Inter. Però ho giocato troppo poco in nerazzurro. Se farò bene qui, con la Fiorentina, potrò provare a coronare questo sogno».

ESULTANZA – «Se esulterei in caso di gol? Assolutamente sì. E’ questione di rispetto, nei confronti della Fiorentina che ha creduto in me e della tifoseria, che mi ha sempre sostenuto».

SU CHIESA – «Chiesa ha qualità che pochi hanno. Anche i campioni possono incappare in qualche parentesi poco fruttuosa, ma io sono convinto che là davanti lui continui a fare la differenza».

IL RAZZISMO – «I cori razzisti? Vi dico che è stato un momento triste, quei cori ti toccano, non se ne vanno via tanto facilmente. Diecimila euro di multa? Io credo che la strada da seguire sarebbe piuttosto quella tracciata in Inghilterra, che ha vissuto direttamente coinvolto il mio amico Fred (il colpevole è stato arrestato, rischia il daspo a vita e il posto di lavoro, ndr)».


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