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Cottarelli: «Interspac per amore dell’Inter! In due mesi la nostra proposta»

Carlo Cottarelli, presidente di InterSpac, nel corso del seminario di presentazione del progetto “Se non ora quando?”, ha parlato dell’azionariato popolare.

INTERSPACCottarelli nel corso del seminario di presentazione del progetto dell’azionariato popolare inizia così il suo discorso: «Considero questo evento non per l’azionariato popolare dell’Inter ma per tutte le squadre. Una premessa: chi si aspetta una difesa incondizionata dell’azionariato popolare e del progetto sarà un po’ deluso. Siamo qui per parlare delle difficoltà che inevitabilmente incontrano i progetti come l’azionariato popolare, e non sono poche. L’azionariato popolare è la partecipazione, per quote non indifferenti e non necessariamente maggioritarie, di un numero elevato di tifosi di entrare a far parte del capitale della squadra che amano. L’azionariato popolare non esclude la presenza di tifosi che hanno piccoli e grandi possibilità. Diversi club seguono questo modello, Real Madrid, Barcellona e la maggior parte delle squadre tedesca. Serve però una differenza. Questi sono nati come associazioni con numeri molto elevato, mentre nel nostro caso sarebbe una cosa diversa, cioè dove i tifosi entrano a far parte di una società acquistando una parte del capitale. Perché promuoverlo? Non si può negare che, almeno per me e per tanti tifosi, la motivazione principale è l’amore per la propria squadra. E il desiderio di dare alla propria squadra una stabilità che forse non c’è stata negli ultimi anni e non parlo dell’Inter, con cambi frequenti di proprietà. Io sono diventato tifoso dell’Inter a 9 anni, la frase “il primo amore non si scorda mai” è una frase riduttiva, perché il primo amore non si cambia neanche: cosa c’è di più bello di riconoscersi all’interno della società che si ama, anche in un solo mattone? Occorre essere razionali e non farsi guidare solo dai sentimenti».

DIFFICOLTÀ – Cottarelli parla delle difficoltà del progetto, ma anche dei vantaggi: «È un modello possibile? Dobbiamo essere onesti, ci sono grosse difficoltà, perché significherebbe coordinare un numero molto grande di persone. In Interspac sarebbe possibili numeri anche molti più grandi rispetto i questionari. Abbiamo anche un elenco di 350 imprenditori/manager e professionisti che potrebbero metterci qualcosa in più rispetto il piccolo tifoso. Il tifoso non acquista un pezzo dell’Inter perché vuole un ritorno economico, lo fa per amore della propria squadra. Questo consente di sostituire debito con capitale che non vuole essere remunerato. Questo consente inoltre di risparmiare decine di milioni. L’esperienza dei club tedeschi ad azionariato popolare suggerisce che le entrate commerciali e da stadio possano essere più elevate in presenza di azionariato popolare perché si c’è un legame più stretto con i tifosi».

SECONDA FASE – Cottarelli conclude ringraziando comunque l’attuale società: «Vorrei ringraziare l’attuale proprietà dell’Inter per quanto fatto in questi anni e che ha portato alla vittoria dello scudetto e ce la giochiamo anche quest’anno. Il nostro scopo è uno solo: cioè quello di rafforzare il capitale dei tifosi interisti, abbiamo scelto il nostro “advisor” che ci aiuterà a programmare un business plan, faremo la nostra proposta dettagliata nel giro di due mesi, la cosa è difficile ma è il nostro obiettivo. Se ci fosse interesse da parte della proprietà, allora passeremo alla fase della raccolta».

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