Cordoba: “Noi davamo tutto, ma una forza strana…”

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19 aprile 2016, 20:33
Cordoba

L’ex nerazzurro ha presentato oggi il suo libro con una lunga conferenza stampa le cui parole sono state riportate dal sito ufficiale inter.it. Cordoba ha parlato del suo rapporto coi tecnici avuti all’Inter, degli anni di vittorie e di sconfitte, di cosa lo ha portato a scrivere il libro

Oggi Ivan Cordoba ha presentato il suo libro “Combattere da uomo”, nella lunga conferenza stampa di presentazione c’è stato spazio in principio per i suoi pensieri più intimi: «Io non sono mai stato tipo da raccontare la mia infanzia o gli eventi di spogliatoio. Alla fine però mi sono convinto, perché ho pensato che ciò che ho vissuto nella mia carriera e fino ad oggi ho sempre pensato che fosse un sogno. Perfino le mie figlie scoprono dal libro alcune cose della mia vita e anche questo è un motivo fantastico per scrivere. Posso collegare il mio passato a loro e l’ho fatto con grandissimo piacere. Ripercorrere con la memoria le fasi del libro durante la stesura mi ha fatto sentire bene perché poche volte mi fermo a pensare a quello che ho fatto. Sono molto orgoglioso di essere qui con tutti coloro che hanno fatto parte della mia vita e si ritroveranno in questo libro».

UNA FORZA STRANA- Cordoba non dimentica gli anni di vittorie e sconfitte vissuti con la maglia dell’Inter, sottolineando la grande forza che ha sempre avuto il gruppo anche negli anni più bui, anni in cui qualcosa di strano sembrava ostacolare i nerazzurri, chiarissimo il riferimento a calciopoli: «La Cueva era un gruppo dentro al gruppo, che ha iniziato a covare ciò che poi si è realizzato. Davamo tutto e all’inizio qualche forza strana non ci permetteva di arrivare al traguardo, dopo abbiamo saputo che strana forza fosse. L’anima che si è portata dietro la squadra, anche dopo le sconfitte, ha generato le gioie immense che abbiamo vissuto dopo. Mai sarebbero state tali le goie senza quelle sconfitte. Mi viene ancora in mente il momento in cui abbiamo sollevato i trofei. La prima Coppa Italia per me era come un sogno, dalla Colombia a quella vittoria, era incredibile».

MANCINI E MOURINHO- Sono stati due in particolare i tecnici che hanno segnato l’esperienza in nerazzurro di Cordoba, Roberto Mancini e José Mourinho: «Ho avuto un rapporto speciale con Mancini perché mi ha dimostrato piena e totale fiducia. Dopo un infortunio alla caviglia che mi aveva conciato male, lui mi disse prima di una gara di Coppa Italia “è una partita importante, ti voglio con me”. Devi sentirti importante per la squadra, capace di dare un contributo, ma la cosa più importante deve essere il gruppo. Se a questo aggiungi la fiducia dell’allenatore, ogni pallone diventa possibile. Mourinho è un fenomeno perché riesce sempre a capire quando ogni giocatore è nella sua condizione migliore».







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