Cordoba: “Ritiro in Inter-Milan? Sapore speciale. Maicon fu fantastico”

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27 Maggio 2020, 22:23
Cordoba
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Cordoba ha presentato il derby Inter-Milan nella stagione 2011/12 durante “Inter Classics”, trasmesso sul profilo “YouTube” del club nerazzurro: Maicon decisivo. Il difensore ricorda il suo ritiro, coinciso con una grande vittoria nerazzurra  per 4-2. Di seguito le sue dichiarazioni

IL RITIRO NEL DERBY

Ivan Cordoba ricorda la sua ultima partita in carriera: «Inter-Milan ultima partita della tua carriera? E’ stato un momento molto bello. Il fatto che abbiano fatto riscaldamento con la mia maglia era molto bello. Sono rimasto senza parole. C’erano proprio tutti, era strano. Io prima della partita avevo già deciso di ritirarmi, ma avevo detto a Zanetti: “Domani la cosa più importante è il risultato, non il mio ritiro”. Volevo avere la possibilità di salutare i tifosi e ringraziare, ma contava di più il risultato. Poi, certo, sarebbe stato bello giocare qualche minuto. Ma volevo che si tenesse alta la tensione per vincere. Per me era già bello chiudere la carriera con il derby. E’ stato tutto fantastico, poi come abbiamo giocato… Se si potesse scegliere di fare una partita d’addio, credo molti sarebbero felici di farla come la mia».

IL RICORDO DELLA PARTITA

Ivan Cordoba ripercorre l’andamento del match e il gran gol di Maicon: «Il mio ingresso? Eravamo 3-2, la partita era aperta. Non era una passerella o una passeggiata: per questo è stato ancora più bello. La squadra aveva bisogno di Ivan Cordoba e che io facessi il mio compito. Questo gli ha dato un sapore speciale. Poi è arrivato il gol di Maicon, fantastico! Ci ha tolto peso. La più bella partita con l’Inter? La prima a San Siro è stata un sogno. Sembrava una cosa impossibile, incredibile! Quando ho fatto le scale, ho pensato: “E’ vero tutto questo?”. C’era lo stadio pieno – ricorda Cordoba -. Vittorie in nerazzurro? Il sapore di quei trofei è diverso da tante altre situazioni, perché siamo passati da momenti difficili che ti fanno godere di più. Poi ci siamo abituati a vincere, non volevamo mai mollare. Materazzi, Zanetti, con cui ho condiviso tante situazioni e abbiamo riflettuto tanto… Pensavamo sempre che presto sarebbe cambiato tutto. Così è stato e abbiamo iniziato a vincere».


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