Cellino: “Rinviare Juventus-Inter una ca***ta. Porte chiuse unica soluzione”

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3 Marzo 2020, 10:01
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Il “Corriere dello Sport” ha intervistato Massimo Cellino. Il presidente del Brescia ha parlato dell’emergenza Coronavirus e di Juventus-Inter.

EVITARE IL CONTAGIO – «Porte chiuse o aperte? Lo decide il governo. Io credo che la prevenzione sia la cosa più importante. Dobbiamo limitare il contagio, no? Su questo direi che siamo d’accordo tutti. Quindi se lei me lo chiede le rispondo che si deve giocare a porte chiuse. Penso sia la soluzione di minor danno, nell’attesa – come tutti speriamo – che si trovi presto una soluzione a questa emergenza. Lo so che è brutto giocare a porte chiuse ma è il male minore. Questo bisogna che lo capiamo bene e in fretta».

NESSUNA PENALIZZAZIONE – «Dicono che giocare a porte chiuse sia penalizzante? Non capiscono un ca**o. Col Cagliari, per altri motivi, ho giocato un anno e mezzo a porte chiuse. E ho vinto più partite a porte chiuse che a porte aperte. E senza virus. Chi dice che senza il pubblico che incita sei penalizzato dice una cazz…. E’ solo una questione psicologica. Le partite si vincono e si perdono, a porte chiuse o aperte cambia poco».

RINVIO DI JUVENTUS-INTER – «La grande cazz… è stata quella di rinviarla sabato mattina. Si doveva giocare a porte chiuse. Stop. Si giocava e basta. Il problema è diventato solo Juve-Inter. E questo mi mortifica, perché in Serie A ci sono venti società e non due: non si può continuare a lavorare per due sole società. Si sta demonizzando la Juve, tutti le stanno dando addosso. Ma io ho parlato con Andrea Agnelli: la Juve avrebbe giocato a porte chiuse».

PROBLEMA VERO – «Marotta difende gli interessi dell’Inter, deve tenere conto di certe problematiche. Mi è stato detto che non potevamo trasmettere Juve-Inter a porte chiuse a livello mondiale perché avremmo dato il messaggio che l’Italia ha un problema. Ma ce l’abbiamo o no il problema? Vogliano far finta di niente? Se il problema c’è, eccome se c’è, allora è inutile nasconderlo».

CAOS LEGA – «Credo che la Lega avrebbe dovuto tenere un atteggiamento più calcistico e meno politico. Pensare più al calcio e meno agli interessi politici di parte. Ma difendo Dal Pino, è in carica da soli dieci giorni. Sono tornato in Lega dopo cinque anni di assenza e ho trovato solo egoismi, interessi personali, polemiche. C’è poco senso di responsabilità».

Fonte: Furio Zara – Il Corriere dello Sport


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