Analisi tatticaPrimo Piano

Borussia Monchengladbach-Inter: verticalità e spinta ma senza filtro dopo 30′

L’Inter torna dalla Germania con l’unica cosa che conta(va). I tre punti. Apre le marcature Darmian, ma nel 2-3 è decisiva la doppietta di Lukaku. Conte rispolvera la sua “vecchia” squadra, sebbene duri mezz’ora. Qualche errore e troppa sofferenza caratterizzano due terzi di gara. Ecco l’analisi tattica di Borussia Monchengladbach-Inter

PRESENTAZIONE PRE-PARTITA

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare il Borussia Monchengladbach in Champions League: Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni; Darmian, Barella, Brozovic, Gagliardini, Young; Lukaku, Lautaro Martinez.

Borussia Monchengladbach-Inter probabile formazione
Borussia Monchengladbach-Inter formazione iniziale

MODULO – La buona prova di Reggio Emilia viene ripresa per testare anche in Europa l’Inter alla vecchia maniera. Nel 3-5-2 contiano non serve un finto numero 10 a raccordare i due reparti più avanzati, ma bastano due mezzali e altrettanto esterni sul pezzo.

RESOCONTO PARTITA

PRIMO TEMPO – La strategia preparata da Conte prevede Lautaro Martinez a totale supporto di Lukaku, che si muove da destra verso sinistra per scombinare i piani difensivi tedeschi. Le mezzali ruotano intorno al perno Brozovic. Si attacca quasi esclusivamente da destra. E al 17′ proprio Darmian trova il suo primo gol nerazzurro su suggerimento di Gagliardini. L’Inter continua a fare la partita sprecando il raddoppio con Lautaro Martinez, ma dopo la mezz’ora inizia a soffrire la manovra tedesca. Il Borussia Monchengladbach riesce a sfruttare al meglio i buchi che la mediana nerazzurra lascia maldestramente. Pessimo quarto d’ora finale senza gioco né filtro. E non è un caso al 46′ il gol di Plea, che di testa salta indisturbato senza che nessuno lo marchi. Il primo tempo termina 1-1: beffa inspiegabile per la squadra di Conte, a cui sfugge un terzo di tempo.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con lo stesso canovaccio sofferente. L’Inter sembra davvero non averne più e il giropalla lento è sinonimo di ciò che non funziona. Al 60′ primo cambio per l’Inter: fuori Darmian, dentro Hakimi. Staffetta a destra. Al 62′ palo di Lautaro Martinez da fuori area. Poi al 64′ Lukaku di destro in diagonale supera Sommer sulla verticale di Brozovic, bravissimo dopo il recupero palla in coppia con Gagliardini. Al 71′ secondo cambio per Conte: fuori Lautaro Martinez, dentro Sanchez. Neanche il tempo di capire come sistemarsi che al 73′ Lukaku fa doppietta su assist di Hakimi dalla destra, ma è spettacolare l’apertura di Sanchez per l’esterno marocchino. Poi al 75′ proprio il cileno perde palla a centrocampo permettendo ai tedeschi di mandare Plea in porta per la doppietta personale. L’Inter perde il controllo della gara e il ritmo ridotto non aiuta. Servirebbero forze fresche in mezzo al campo, ma in panchina mancano mediani. La partita può cambiare all’85’, quando grazie al VAR viene annullata la tripletta di Plea, che con un tiro-cross trova un gollonzo. All’87’ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Young, dentro Perisic. Terza e ultima staffetta, a sinistra (come da immagine sotto allegata). Continua la sofferenza, ma senza cambiare il risultato. Il secondo tempo termina 2-3: Inter forse non matura, però superiore nel complesso.

Borussia Monchengladbach-Inter formazione finale
Borussia Monchengladbach-Inter formazione finale

CONSIDERAZIONI POST-PARTITA

PROTAGONISTA – Conte non gli ha affidato un solo reparto, ma una squadra intera: Lukaku. Ormai è facile riassumere le prestazioni del centravanti belga guardando il tabellino, ma in realtà non serve. Il numero 9 nerazzurro è uno dei pochi attaccanti in circolazione che potrebbe terminare le sue partite senza gol e meritare ugualmente 8 in pagella. Solo che non ci riesce, troppo forte è il richiamo della porta avversaria. Dai suoi piedi passano e arrivano tutti i palloni che vengono catapultati in rete, ma anche quelli che vengono sprecati. Ciò che fa con il fisico, invece, non si può quantificare. Sa essere devastante e inarrestabile, ormai lo conosciamo. I gol fanno storia, soprattutto in questo caso. Ma è il pacchetto completo a fare la differenza. Leader.

COMMENTO – Se la partita termina 2-3 anziché 2-4 la colpa è anche di Lukaku, che “toglie” una rete virtuale a Bastoni. Quell’azione riassume un po’ quest’Inter di Conte. Non più pazza? Folle e criminale. Segnare tre gol giocando bene poco più di mezz’ora, addizionando qualche azione sporadica alla prima parte di gara, non è da tutti. E se ne avesse segnati sei (il palo di Lautaro Martinez, il liscio di Young…), nulla da dire. Però ne segna “solo” tre e ne subisce altrettanti. C’è un VAR da ringraziare per un suicidio sanguinosissimo praticamente annunciato. Conte prepara la partita rispolverando il 3-5-2 “europeo” ottimizzato da Darmian (in luogo di D’Ambrosio). Quello dell’ultima Europa League. Funziona tutto fuorché la durata degli interpreti, che dopo mezz’ora smettono di fare filtro in mezzo al campo. Ci sono degli alibi, certo. Come Brozovic versione post-Coronavirus e Barella no-stop da inizio stagione. Quindi giusto guardare il bicchiere mezzo pieno, quello che rende concreto (e decisivo nei gol) anche Gagliardini. Quando l’Inter gioca in verticale e lancia gli esterni sul fondo, è letale. La velocità nel capovolgere la manovra in pochi tocchi è un marchio di fabbrica che andrebbe sfruttato maggiormente. Infatti i problemi si vedono proprio quando si riflette troppo con la palla tra i piedi (vero, Sanchez?) e mezza squadra mal posizionata. Mentre tutti boccheggiano. Le potenzialità di questa squadra sono enormi perché Conte non ha mai potuto schierare la formazione migliore, nemmeno con il 3-5-2 (ricordate Kolarov?). C’era Vidal squalificato né Nainggolan infortunato. Hakimi solo in panchina, da dove sono entrati anche Perisic e Sanchez. Ma non Sensi né Eriksen. Insomma, il materiale su cui lavorare c’è. Di qualificazione agli ottavi di Champions League meglio non parlare, questa Borussia Monchengladbach-Inter fa storia a sé. Tra una settimana si saprà. Ora testa al Bologna: bisogna accorciare in vetta, non c’è più tempo da perdere in Serie A. Conte, la strada è tracciata.

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