Biraghi, non solo Inter: “Figlie? Che emozioni! Non mi piace il fantacalcio”

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16 Gennaio 2020, 22:00
Cristiano Biraghi Inter Cristiano Biraghi Inter
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Biraghi ha raccontato la sua vita e le sue passioni durante il programma “Unboxing” (ecco l’anticipazione), in onda su “Inter Tv”. Il terzino sottolinea il suo interesse per il tennis e parla dei suoi affetti familiari, ma ammette di non giocare al fantacalcio. Di seguito le sue dichiarazioni

UNA BELLA AMICIZIACristiano Biraghi inizia l’intervista raccontandosi attraverso delle palline da tennis: «E’ uno sport che non ho mai praticato, sai con il calcio non c’è tempo per altro. Ho questa passione, vado a vederlo dal vivo e quando succede stacco da tutto senza pensare al resto. Ho avuto anche la fortuna di incontrare Federer. Una-due volte all’anno cerco di andare. Cecchinato? Siamo diventati amici ai tempi di Pescara. E’ un bellissimo rapporto nonostante la distanza. Ci vediamo veramente poco. E’ difficile incontrarsi per impegni sportivi, lui è sempre in giro per il mondo, ma è un ragazzo sano, molto appassionato di calcio. Deve solo trovare il modo di venire a vederci qui a Milano».

PASSIONI E REGOLECristiano Biraghi parla anche del fantacalcio e delle sue routine personali: «Barba? Mi piace averla sempre curata insieme ai capelli. Mi piace ritagliarmi nella settimana 1 oretta e mezza a settimana per andare dal parrucchiere. Regole? Balsamo per la barba, pulirla e sistemarla almeno una volta a settimana e avere un barbiere bravo (ride, ndr.). Fantacalcio? Non ho un buon rapporto, non è un gioco che mi piace. Mi scrivono abbastanza. Sai, a volte distoglie un po’ dalla realtà: è un controsenso incredibile, incide sulla passione che si ha per una squadra. A me non piace: penso alla partita, ci mancasse di pensare al fantacalcio. Dopo questa, mi massacreranno tutti i fantallenatori».

EMOZIONI DA PADRE – Dall’Inter alla famiglia. Ecco il racconto di Cristiano Biraghi: «Fiocco rosa? E’ quasi d’obbligo a casa mia, ho tre donne in casa. E’ una bella emozione, belle sensazioni, ma anche una grande responsabilità, perché devi dar conto di quello che fai a due bimbe piccole. Bisogna dargli gli insegnamenti migliori. Non è facile, ma una cosa bella. E’ un mix di emozioni: ti fanno arrabbiare, sciogliere, devi tenere una linea giusta per la loro educazione. Nomi? Per la prima l’ho scelto più io, per la seconda mia moglie ha fatto una lista di 2-3 nomi. Seconda figlia? Mi ha fatto rivivere quanto ho vissuto con la prima. E’ una grande gioia, una delle cose più belle che si possa vivere».



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