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ESCLUSIVA IN – Bia: «L’Inter ha un 2004 che è una sorta di Salah. Col Napoli attenzione»

Giovanni Bia è un doppio ex di Napoli-Inter, ora procuratore sportivo con uno sguardo particolare verso i giovani giocatori. Intervistato in esclusiva da Inter-News.it ha parlato proprio di alcuni dei giovani nerazzurri più interessanti che rappresenta e, naturalmente, della partita di domenica sera.

Bia, Napoli-Inter è una partita che può significare molto per entrambe, chi vedi come favorita e perché?

Favorita ovviamente credo l’Inter perché dal punto di vista di classifica, essendo prima, parte chiaramente da favorita. Anche per i punti che ha rispetto al Napoli. Poi sappiamo benissimo che il calcio può regalare qualsiasi tipo di situazioni. Secondo me sarà una partita molto aperta e l’Inter deve stare molto, molto, molto attenta.

Come è stato il tuo passaggio dal Napoli all’Inter (dove Bia ha giocato nella stagione 1994-1995, ndr)? Hai qualche aneddoto particolare da raccontarci?

Il passaggio è stato un po’ lungo perché stavo andando alla Juventus. Dal Napoli ero tornato di proprietà del Parma e quindi poi il Parma stava trattando un giocatore con la Juventus e io dovevo rientrare in quella trattativa, perché Lippi, che era il mio allenatore al Napoli andò a Torino l’anno dopo e mi aveva cercato. Il Parma e la Juventus poi però non si misero d’accordo su questo giocatore, che era Dino Baggio. Dopo è arrivata l’Inter che mi voleva, mi avevano messo un po’ fretta e decisi di andare lì perché parliamo comunque di un top club europeo.

Qual è stato il compagno di squadra con cui sei andato più d’accordo?

Ho avuto rapporti meravigliosi con tutti. È chiaro che Nicola Berti lo conoscevo già da Parma, dove eravamo cresciuti insieme e dove abbiamo fatto il settore giovanile. Siamo ancora molto amici, quindi direi proprio lui.

Ora sei uno stimato procuratore sportivo, soprattutto attento alle giovani promesse. Ne hai un paio anche in maglia Inter. Come procede la loro crescita e quali sono secondo te i nomi più interessanti?

Questa è sempre stata la mia passione, di dare una mano ai ragazzi a crescere calcisticamente. È molto bello, ne avrò presi una trentina che poi ho portato a giocare in Serie A. Questo è il grande motivo d’orgoglio. Io preferisco lavorare sui giocatori quando sono piccoli, farli crescere con i princìpi e i concetti giusti. Un profilo molto importante nell’Inter adesso può essere Pelamatti, un 2004 capitano degli Under 17 nerazzurri. Abbiamo anche Menegatti. Loro sono i due 2004 che abbiamo che secondo noi sono profili molto, molto importanti. Menegatti è una sorta di Salah, mentre Pelamatti è il terzino sinistro, capitano, un Roberto Carlos per caratteristiche.

Estendendo il discorso mercato: cosa serve all’Inter di Conte per migliorare anche in Europa?

Purtroppo il tallone d’Achille di Conte è la Champions League. Secondo me la squadra non deve sbagliare questo finale di campionato. Non deve migliorare, bensì non deve peggiorare. Sulla questione europea direi che mancano i ritmi, perché in Europa i ritmi sono molto diversi perché si gioca in maniera diversa e più propositiva.

Parlando di Scudetto, lo scontro diretto più importante è alla penultima giornata di campionato. Quanto è importante per l’Inter arrivare alla sfida contro la Juventus già aritmeticamente campione d’Italia?

Credo che non capiterà questa problematica. L’Inter arriverà molto prima ad essere già campione d’Italia. Sarà una partita molto bella a livello di spettacolo, ma ai fini della classifica non nutrirà dei risvolti particolari. Penso che i nerazzurri a tre-quattro partite dalla fine saranno già campioni d’Italia.

Restiamo sulle rivali: uno dei temi più scottanti della stagione è la posizione di Cristiano Ronaldo alla Juventus, in bilico tra un addio e una conferma obbligata. Quanto può incidere ancora, se dovesse restare, nella lotta Scudetto contro l’Inter del prossimo anno?

Bilancio assolutamente positivo, ha fatto cose assolutamente straordinarie. È una persona veramente positiva che fa solo del bene al calcio. Se fossi nella Juventus non lo farei partire nella maniera più assoluta. Il suo apporto lo ha dato continuamente, i suoi gol li ha fatti e spesso è stato decisivo soprattutto in Champions League. Secondo me è un elemento determinante che non darei assolutamente via. È un esempio per i giovani. Io seguo proprio i giovani calciatori come detto e lui è stato un grande esempio per tutti.

Secondo te Lukaku può riuscire nel sorpasso a Cristiano Ronaldo nella classifica cannonieri, o il portoghese è destinato a vincere il titolo?

Otto giornate nella classifica cannonieri sono tantissime. Ci può stare ancora tutto e il contrario di tutto. Bisognerà capire come finirà la stagione della Juventus e capire se avranno voglia di stare sul pezzo una volta che avranno conquistato la Champions League oppure no. È ancora tutto aperto.

Si ringrazia Giovanni Bia per la disponibilità mostrata nell’intervista.

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