Berti: “Inter-Barcellona? Una difficoltà, ma gli ottavi ci mancano! Barella…”

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9 Dicembre 2019, 23:33
Nicola Berti
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Berti è stato ospite di “A Night Not For Everyone”, il talk show di Inter TV che accompagna la vigilia delle partite di Champions League. Il leggendario ex centrocampista nerazzurro ha parlato della sfida di domani col Barcellona e non solo, con un lancio su Barella.

DENTRO O FUORINicola Berti anticipa i temi di Inter-Barcellona: «Partita abbastanza delicata, gli ottavi di finale ci mancano tantissimo. L’anno scorso l’abbiamo buttata via noi e quest’anno dipende solo ed esclusivamente da noi. È una partita che sulla carta dicono dovrebbe essere finta, perché dicono che hanno lasciato a casa Lionel Messi e Gerard Piqué. È che purtroppo hanno una rosa paurosa, i ragazzini li mettono dentro e sono già campioni. La difficoltà potrebbe essere questa: i ragazzini che si vogliono far notare. È una partita molto difficile. La guarderò allo stadio, l’anno scorso ero stato a casa col PSV Eindhoven per gufare Barcellona-Tottenham ed è andata malissimo: quest’anno ci voglio essere e ci devono portare degli ottavi di finale».

I TIFOSI – Berti non nasconde il grande affetto che riceve ogni volta dal pubblico interista: «C’è un amore reciproco, sono sempre tutti gentili con me. È un rapporto favoloso, mi stupisce. Dopo l’Inter? Io ho staccato la spina, ero andato nel 2000 in Australia e poi per cinque anni ai Caraibi. Chi mi somgilia? Nicolò Barella. Non ha la mia statura, ma ha la mia forza. Io ho fatto tre anni a Firenze e lui tre anni col Cagliari, ha cento presenze in Serie A. Questo inizio di campionato è stato straordinario, ha fatto delle prestazioni fortissime e poi ha questo NB (le iniziali, ndr)…»

LA SCELTA – A Berti viene chiesto se preferisce il suo gol al Bayern Monaco nel 1988-1989 o al Milan nel 1990-1991: «È difficile, perché quello del 1990-1991 era a cinque minuti dalla fine sotto la Curva Sud, e feci quell’esultanza con le dita a prendere per il culo i milanisti… Era stato decisivo, a cinque minuti dalla fine in un derby: abbastanza emozionante, poi era stato il mio primo gol in un derby. Il Bayern Monaco me lo ricordano tutti, non solo gli interisti. Mi ero guardato leggermente attorno, mi ero detto che erano tutti vecchi come Klaus Augenthaler e mi sono infilato: non mi hanno preso. Ha fatto la storia ma non solo per gli interisti, anche quando vado in giro si ricordano di quello straordinario gol. Peccato che abbiamo perso il ritorno, però poi abbiamo vinto tre giorni dopo il derby».

INTER-GERMANIA – Berti parla dei suoi compagni tedeschi dell’Inter: «Il primo anno è stato fondamentale Andreas Brehme, poi esplose Lothar Matthaus che fece tre-quattro anni fenomenali. Il primo anno l’asse era Brehme, Aldo Serena e Berti. Matthaus è un gigante, gli voglio un bene dell’anima. Ho fatto gol in entrambe le finali di Coppa UEFA, sempre all’andata. Al Prater (nel 1994 contro il Rapid Vienna, ndr) sono arrivati trentamila tifosi interisti che cantavano la mia canzone, il mio nome. Sono emozioni fortissime. Ero rientrato in primavera dopo essermi infortunato alla terza partita con la Cremonese, poi ero andato ai Mondiali come unico interista».

DECISIVA – Berti chiude tornando sulla partita di domani e sul campionato dell’Inter: «La difficoltà maggiore di domani? Il Barcellona, anche perché abbiamo l’obbligo di vincere. Io confido in questa squadra, anche se in mezzo al campo ci mancano Stefano Sensi e Barella. Matias Vecino e Borja Valero stanno facendo bene, chiaramente manca la giovinezza e la tecnica di Barella e Sensi ma c’è quest’esperienza dietro e questi due straordinari attaccanti. Secondo me, sulle ali dell’entusiasmo, l’ottavo di finale… Chi l’avrebbe detto a inizio stagione di avere due punti di vantaggio sulla Juventus? Dopo la partita col Genoa c’è la sosta e recuperemo tutti gli infortunati, nel girone di ritorno se c’è l’entusiasmo possiamo lottare per lo scudetto».


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