Berni: “Inter, voglio giocare! Conte non molla. Con Icardi 0 problemi. Radu…”

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2 Settembre 2020, 00:32
Tommaso Berni Tommaso Berni
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Berni – ex portiere dell’Inter (fino a prova contraria…) -, intervistato dal portale “Tutto Mercato Web” per la rubrica “A tu per tu”, racconta le sue prime emozioni contrastanti dopo la scadenza del contratto con la società nerazzurra. Si spazia dalla situazione attuale a qualcosa che riguarda passato e futuro, come l’ex capitano Icardi e l’erede Radu

ADDIO (OPPURE NO?) – Nonostante un contratto scaduto da poche ore, Tommaso Berni sogna ancora un rinnovo last minute per continuare a far parte dell’Inter: «Sono stati sei anni meravigliosi. Essere rimasto così tanto all’Inter è stato un grandissimo traguardo. Ancora ci credo, vorrei giocare un altro anno. So che posso dare esperienza in un gruppo. Magari a Milano, anche se so che non è facile. Aspettiamo… Sono sempre stato un sognatore, spero succeda. Anche se sapevo che ogni anno diventava sempre più difficile. Ho più voglia di quando avevo vent’anni. So che non è facile trovare una squadra che dia la possibilità di giocare. So qual è il mio ruolo. Mi sono sempre allenato per giocare la domenica, poi conoscevo le gerarchie. I tifosi mi hanno voluto bene e dimostrato un affetto meraviglioso. Avranno apprezzato che ho onorato la maglia per quanto ho potuto. Ho raccolto due espulsioni: quando ho vissuto le partite è venuto fuori il mio animo ultrà perché sono veramente legato ai miei compagni e alla maglia dell’Inter. Spero in una chiamata, la sogno. Ma intanto ringrazio l’Inter e tutti gli allenatori che ho avuto».

CRESCITA PLURIENNALE – Zero partite giocate ma Berni riassume così la sua esperienza nerazzurra degli ultimi sei anni: «All’inizio pensavo che il mio procuratore scherzasse. Poi quando la cosa si è fatta più concreta ero pazzo di gioia. Ho sempre cercato di mettere la mia esperienza al servizio dei più giovani. I ricordi più belli? Tanti. Come scordarsi le partite di due anni fa quando ci siamo giocati la qualificazione in Champions League oppure quest’anno che è stato di grande crescita? Abbiamo colmato il gap con le prime e ci siamo giocati una finale, c’è andata male ma sono momenti che non scorderò mai. Sono sempre stato convinto che il mister restasse. Anche dopo quelle dichiarazioni. Antonio Conte è un comandante, non avrebbe mai abbandonato la nave. Ci è mancata un po’ di esperienza in campo europeo e il Siviglia lo ha dimostrato negli ultimi minuti. Ma guardo avanti: prima con Luciano Spalletti e quest’anno con Conte l’Inter è cresciuta e possiamo crescere ancora. Sono legatissimo a tutti. Si è creata la base solida per fare qualcosa di importante. E cercherò sempre di andare a vedere i miei compagni, magari non in tribuna ma a fare baldoria in curva (sorride, ndr). Sarò sempre tifoso dell’Inter. Magari mi sarebbe piaciuto arrivare con anticipo ai traguardi piuttosto che giocarci tutto alla fine. Quella dell’Inter è una maglia importantissima, non è una squadra come le altre e bisogna dare sempre qualcosa in più. Se vai via dall’Inter devi andare al Real Madrid. Per me è stato un sogno. Ricordo ancora nel ’98 che mi fermavo a vedere i campioni, poi ho indossato la maglia nerazzurra. Bellissimo».

UOMO SPOGLIATOIO – Berni nega l’etichetta di “mela marcia” affibbiata a Mauro Icardi: «No. Ho avuto un ottimo rapporto anche con Mauro, che è un bravissimo ragazzo. Lo sento spesso. La verità è dentro lo spogliatoio e non fuori, non c’è mai stato un problema con Mauro. Con chi ho legato di più negli anni? Ce ne sono tanti. Il trio dei portieri è stato molto coeso, forte. Sia dentro sia fuori. Ho avuto un ottimo rapporto con tutti, da Marcelo Brozovic a Romelu Lukaku fino a Nicolò Barella e molti altri. Non c’è stato bisogno di dire nulla a Daniele Padelli (dopo gli errori nel Derby di Milano, ndr). Il ruolo del portiere è delicato, se non giochi con continuità rischi di fare un po’ di fatica. E poi il derby lo abbiamo vinto, la vittoria fa passare tutto in secondo piano. Il portiere del futuro? Alex Meret. Può diventare un grande portiere. E poi come non citare Gianluigi Donnarumma? È un veterano anche se ha vent’anni. Può diventare tra i migliori al mondo. Andrei Radu? È il mio punto di vista: quando ha giocato ha fatto bene, l’Inter fa gola a tutti. Ma io avrei continuato a giocare da un’altra parte, anche perché Samir Handanovic è in grande forma e le gioca tutte. Non so quante possibilità avrà, sicuramente l’Inter è una grande scuola che tanti altri non vivono».

Fonte: Tutto Mercato Web – Alessio Alaimo


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