Bastoni: “Inter, temevo di non essere all’altezza. Sogno l’Europeo”

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27 Marzo 2020, 08:20
Alessandro Bastoni Lecce-Inter
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“La Gazzetta dello Sport” ha intervistato in esclusiva il difensore dell’Inter, classe 1999, Alessandro Bastoni. Ecco la prima parte della sua intervista. Le sue paure iniziali e i sogni per l’Europeo nel 2021

STELLA – È stata una delle sorprese di questa mezza stagione dell’Inter. Alessandro Bastoni, il ragazzino prelevato dall’Atalanta per una cifra esorbitante. Gli sono bastate un paio di partite per far capire ad Antonio Conte, e a tutti i tifosi, che l’età ha valore soltanto per chi ci crede: “Temevo di non essere all’altezza dell’Inter” ha dichiarato nel corso della sua intervista alla “Gazzetta dello Sport”. Viene quasi da sorridere. Normale che avesse paura, ma a vederlo dopo qualche mese, con quel fisico marmoreo. Tra l’altro Bastoni era stato anche inserito nella lista Uefa dei migliori 50 giovani da seguire (unico italiano): “Un onore, ritrovarmi in quella lista. E un modo per ripagare i miei sacrifici. Ma ora le aspettative sono ancora più alte. Di chi? Dei tifosi, di Antonio Conte…».

PRESSIONE – Proprio il tecnico salentino deve aver svolto un lavoro di mental-training non indifferente: “Mi chiamò prima di arrivare in ritiro. Mi tenne al telefono 15 minuti, mi disse “di cosa ti preoccupi? Se sei all’Inter c’è un motivo, presto lo scoprirai. Sei qui perché ti ho voluto io”. Ero spaventato, avevo paura di non essere all’altezza del grande salto. Poi ho capito che non importava il cognome. E che i compagni erano tutti come me, con le mie stesse forze e le mie stesse debolezze“.

ISOLAMENTO – L’esordio è arrivato dopo qualche settimana, nel 3-1 esterno di Marassi, contro la Sampdoria. Match in cui Bastoni fa un figurone: “In settimana avevo avuto qualche sensazione. Conte non mi disse nulla, è la sua forza. Mi trattò come uno che giocava nell’Inter da 15 anni. Bergamo? Ho tanti amici lì, sono fortunato, nessuno di loro è coinvolto direttamente. Il calcio si sarebbe dovuto fermare prima? Non saprei, di sicuro è una storia che fa pensare, da non prendere sottogamba. Tornare a giocare? Vorrei, è la mia e la nostra speranza, scendere in campo il prima possibile. Ma la priorità adesso è la salute di tutti. Virus? Non sono ossessionato, né ipocondriaco. Ma guai a sottovalutarlo. E aggiungo: quando si tornerà a giocare, lo si faccia col pubblico. Senza la gente il nostro sport è perdente“.

SPERANZE – La quarantena forzata, post positività di Daniele Rugani, ha costretto i calciatori dell’Inter a ritardare il ricongiungimento con le proprie famiglie. Periodo che è sembrato interminabile e che Bastoni ha trascorso “al telefono con Skriniar. E alla playstation con Sebastiano Esposito: giochiamo a “Fifa” insieme, io e lui le due punte. Chi è più forte? Nettamente io. Anche se il più scarso di tutti è Filippo Melegoni (ex compagno all’Atalanta, ndr). Europeo? Sarei sciocco a dire che non ci faccio un pensiero, impossibile non farlo. L’Italia è la maglia di tutti,non ci sono tifosi, è il sogno di chiunque. E anche il mio. Prossimo traguardo? Me lo tengo per l’Inter: tengo a questo club, voglio vincere qui. E, se si torna a giocare, siamo ancora in corsa su diversi fronti per farlo già in questa stagione“.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Davide Stoppini

 


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