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Bastoni: «Conte? Senza di lui non sarei qui! Barella il più forte. Eriksen…»

Bastoni è stato ospite degli Autogol su Twitch (QUI le parole del suo agente). Il difensore dell’Inter parla dei suoi inizi da calciatore, del suo arrivo all’Inter, degli insegnamenti di Conte e anche di Eriksen. Di seguito tutte le sue dichiarazioni

INIZI – Alessandro Bastoni, ospite degli Autogol su Twitch, parla di Inter e non solo: «Se ho sempre voluto fare il calciatore? Ho sempre voluto farlo, a casa mia è pane e calcio. Ho fatto dai 7 anni avanti e indietro da casa mia a Bergamo con mio papà che mi ha sempre scarrozzato avanti e indietro, è bello esserci riusciti. L’obiettivo è sempre stato quello, non è stato facile perché ci sono stati momenti difficili. Sono sempre stato appassionato di sport quindi probabilmente avrei intrapreso scienze motorie e mi sarei aperto vari scenari. Fortunatamente ho preso la strada che ho sempre sognato. Cosa penso degli oratori? Sono tornato di recente dopo aver vinto l’Europeo perché è lì che ho iniziato. Ultimamente ci va meno gente perché la tecnologia ha preso il sopravvento. Mi ha aiutato davvero tanto frequentare determinati posti perché ti aiutano a crescere in tante cose».

IDOLI E MOMENTI IMPORTANTI – Bastoni svela i giocatori ai quali si è ispirato: «Io, oltre i vari Marco Materazzi e Walter Samuel che ho sempre seguito qui all’Inter, uno che prendo come esempio è Sergio Ramos. Ho avuto la fortuna di poterci parlare, mi piace come gioca, la mentalità e l’atteggiamento dentro e fuori dal campo. Il momento più bello dell’Europeo? Senza ombra di dubbio l’ultima parata di Gianluigi Donnarumma in finale, sono stati cinquanta giorni di bolla praticamente. È stata il culmine di cinquanta giorni belli, sofferti, dove c’era tanta tensione. In quel momento è scesa tutta la tensione ed è subentrata una gioia incredibile. Roberto Mancini e lo staff sono stati fantastici nel tenere l’ambiente sempre sereno, da noi non c’è mai stato uno screzio, un litigio. C’è sempre stata tanta intesa e penso sia stato questo uno dei segreti. La pizza al termine della festa scudetto? Mamma mi chiede ancora scusa per quella immagine (ride, ndr)».

INSEGNAMENTI – Bastoni parla poi di quanto è stato importante Antonio Conte: «Quanto merito c’è di Conte nel Bastoni di oggi? C’è tanto merito, lo ringrazio come ho sempre detto perché mi ha dato fiducia subito, arrivavo da una buona stagione a Parma ma da qui ad essere titolare nell’Inter ce ne passa. Ha avuto il merito di darmi fiducia, poi sono stato bravo io a ripagare questa fiducia ma senza i suoi insegnamenti non sarei qui oggi e non avrei fatto la strada che ho fatto. Il lancio per il gol di Nicolò Barella? E’ una giocata che provavamo con il mister e che proviamo anche adesso, l’inserimento di Barella è una delle nostre giocate. Come mi sono sentito nello spogliatoio dell’Inter appena arrivato? In realtà ho avuto la fortuna di stare in spogliatoi positivi, anche all’Atalanta. All’Inter fin da subito Andrea Ranocchia mi ha accolto molto bene ma ho avuto la fortuna di avere a che fare con giocatori umili e disponibili che mi hanno accolto bene. Chi porterei a cena, a chi farei tirare l’ultimo rigore e chi farei dormire con me tra Barella, Marcelo Brozovic e Milan Skriniar? Con Barella a cena non ci vado perché beve il vino da 1800 euro (ride,ndr). Il rigore meglio che non lo tira, lo faccio dormire con me in camera. Brozovic diventa impegnativo portarlo a cena, più che altro riportarlo a casa (ride, ndr). Quindi offro la cena a Skriniar per ripagarlo di tutti gli sforzi fatti e Brozovic tira il rigore».

LA FORZA DEL DANESE – Bastoni esprime anche un pensiero su Christian Eriksen: «Se sento ancora Eriksen? L’ho sentito dopo l’incidente che ha avuto, adesso lo stiamo lasciando tranquillo. E’ stato bello vederlo ad Appiano quando è venuto a salutarci, la cosa incredibile è che è stato lui a tranquillizzare noi dicendoci che ha dormito 5 minuti ma ora sta bene e vive la sua vita tranquillamente. Ora lo stiamo lasciando tranquillo, poi prenderà lui le sue decisioni. La salute è la cosa più importante. Pallo d’Oro? Lo assegnerei a Jorginho, non vedo chi altro possa vincerlo se non lui. Se lo merita anche per i sacrifici che ha fatto, penso lo meriti più di chiunque altro».

AVVERSARI E TOP 11 – Bastoni termina il suo lungo intervento svelando quali sono gli avversari più difficili da affrontare, facendo anche la sua personale Top 11: «Se è più difficile marcare Cristiano Ronaldo o Zlatan Ibrahimovic? Sono diversi ma stiamo parlando di Top in questa categoria. Il più forte con cui ho giocato? Per la polivalenza che ha dico Barella perché attacca, difende, fa gol, fa tutto: gli mancano solo i guanti. Quello contro direi il Gonzalo Higuain della Juventus, l’ho sofferto davvero tanto per come si muove e per i tempi di inserimento. Il più casinista nello spogliatoio? Siamo io e Barella, siamo quelli che facciamo più casino: ci tagliamo le magliette, ci pitturiamo le scarpe. Il problema è che non si rompe mai la catena. Chi ascolta la musica peggiore? Senza dubbio Brozovic e Ivan Perisic che ascoltano la musica croata e hanno influenzato tantissimo Barella, ascoltano il rap in croato ed è incomprensibile. La mia Top 11 della scorsa Serie A esclusi i giocatori dell’Inter? Donnarumma in porta; dietro a quattro metto Spinazzola, Chiellini, Koulibaly e Di Lorenzo; in mezzo al campo posso mettere Zielinski, Pellegrini e regista Locatelli; in attacco Insigne, Dybala e punta di diamante ci metto Zlatan (Ibrahimovic, ndr

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