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Bastoni: «Barella primo da cercare. Contatti Tottenham! Skriniar, no giudizi»

Bastoni, dopo la prima parte dell’intervista (vedi articolo), si è concentrato su altri contenuti: da Barella all’interesse del Tottenham per lui. Poi chiude col futuro di Skriniar

CASA MADREBastoni grande assist-man a Malta, i ringraziamenti vanno all’Atalanta: «Devo ringraziare il settore giovanile dell’Atalanta, nello specifico Favini (ex-responsabile del vivaio bergamasco ora scomparso). È stato il numero uno. Ancora prima dell’aspetto fisico, là ti insegnano la tecnica di base. E si tratta di un’impostazione fondamentale, a mio avviso, per giocare calcio. Per il resto, è una mentalità e un’attitudine che ho sempre avuto fin da ragazzino».

CONNUBIO − Barella catalizzatore degli assist di Bastoni. Il difensore ne parla così: «Diciamo che lui, certi movimenti, li fa sempre, solo che si notano solo quando gliela metto bene (risata). A ogni modo, quando ho il pallone tra i piedi, in genere, guardo sempre cosa fa Barella: ormai ci conosciamo alla perfezione. È il primo che vado a cercare perché, attraverso un suo taglio o un suo spostamento, o si libera lui oppure si libera un altro. Il suo gioco è sempre determinante per la nostra fase di sviluppo dell’azione».

DIFESA A TREBastoni non ha dubbi sul modulo che più lo esalta: «Certamente, perché ho possibilità di spingermi avanti, senza avere l’eccessiva preoccupazione di quello che può accadere se dovessi commettere un errore. Sento di avere le spalle coperte e di avere maggiore libertà».

‘COMPAGNI DI FASCIA’Bastoni risponde alla domanda sui laterali nerazzurri: «La grandezza di un calciatore sta anche nel saper cambiare le giocate a seconda di chi si trova al fianco. A esempio, Dimarco, avendo particolare qualità nel crossare, preferisce ricevere il pallone sui piedi. Gosens, invece, attacca la profondità e gli va messa la palla sopra».

CONFRONTOBastoni spiega le caratteristiche di Conte, Inzaghi e Mancini: «Con Conte, entravi in campo sapendo alla perfezione quello che dovevi fare, perché tutto era stato studiato in modo maniacale. Gli altri due sono molto simili per come preparano le partite, per l’atteggiamento che hanno in campo e per come si approcciano ai giocatori. Nel senso che sono molto tranquilli e aperti al dialogo. Posso aggiungere che, a livello di gioco, Inzaghi mi ha dato tanto, perché la propensione a spingere del braccetto nasce proprio con lui».

TOTTENHAM − Poi una rivelazione di mercato, le parole di Bastoni: «Qualche contatto c’è stato, ma io sono contento di essere rimasto all’Inter».

SKRINIAR − Infine Bastoni chiude con il futuro del proprio compagno: «Posso solo consigliargli di fare ciò che ritiene giusto. Siamo tutti quanti grandi e ognuno deve fare le proprie valutazioni, insieme alla propria famiglia. L’importante è che sia convinto della scelta finale. Non posso giudicare, soltanto sperare che resti qua».

Fonte: Corriere dello Sport − Pietro Guadagno

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