Barella e Sensi hanno in mano il futuro dell’Inter: ma che rimpianti! – GdS

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25 Aprile 2020, 08:52
Sensi Barella
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“La Gazzetta dello Sport” sottolinea la grande crescita di Sensi e Barella alla prima stagione con l’Inter. Gli infortuni del primo, e il periodo di rodaggio del secondo, hanno penalizzato la mediana di Conte. Ma per il futuro il club nerazzurro può stare tranquillo

TALENTI – La cartolina più bella è arrivata nel tempio del Camp Nou. È lì che due ragazzini alla prima trasferta della carriera in Champions League hanno alzato l’asticella delle loro potenzialità. Stefano Sensi e Nicolò Barella, presente e futuro dell’Inter e della Nazionale di Roberto Mancini. Esempi concreti del nuovo corso nerazzurro che punta forte anche sul made in Italy, possibilmente giovane e di grande qualità. Tra qualche mese il loro prestito oneroso si trasformerà in trasferimento definitivo e il loro riscatto peserà sul bilancio nerazzurro per 45 milioni complessivi: 25 per l’obbligo di Barella, 20 per il diritto su Sensi. Una bella somma considerando la crisi attuale, ma in fondo anche un affare se si prende in considerazione quello che hanno dimostrato di poter fare insieme.

COMPLICAZIONI – Il punto sè che insieme, dal primo minuto, si sono visti troppo poco quest’anno. Appena cinque partite di campionato, partendo dal derby di andata di metà settembre, passando per Udinese e Juventus, per poi arrivare al girone di ritorno con la sfida contro il Cagliari e l’unica in trasferta in casa del Lecce. Barella ha avuto bisogno di un mese in più di rodaggio per entrare negli ingranaggi di Antonio Conte. Sensi è uscito di scena sul più bello, nella notte della prima sconfitta in campionato, in casa contro la Juventus. Era il 6 ottobre, fu il primo infortunio di una lunga serie che poi ne ha rallentato il rientro reale, limitandolo a piccole apparizioni, quasi sempre anonime.

CRESCITA – Conte ha grandissima fiducia in entrambi, malgrado un’uscita pubblica nella notte del k.o. di Dortmund inizialmente aveva fatto credere il contrario. Il tecnico era molto deluso per la gestione del doppio vantaggio e i nomi Nicolò e Stefano furono tirati in ballo proprio per sottolineare la grande stagione che stavano disputando. Certo, l’esperienza a livello internazionale manca ancora, ma quest’anno entrambi hanno fatto passi importanti. Il modo in cui si sono inseriti in Nazionale porta a immaginare un futuro sempre più importante con l’Inter e con l’Italia.

INCASTRI – Dopo una carriera da regista, Sensi si è rivelato mezzala perfetta per il gioco di Conte. E nel grande avvio di stagione nerazzurro il suo ruolo è stato centrale nella manovra, potendo contare praticamente sul doppio regista in mediana. L’ex Sassuolo si è integrato benissimo con Marcelo Brozovic e il suo modo di giocare ha alleggerito il numero di palloni giocati dal croato. Barella ha portato corsa e dinamismo, abbassando il numero di rincorse del play croato. E il meccanismo ha vissuto il suo punto più alto, appunto, in casa del Barcellona, con i palleggiatori blaugrana soffocati dalla pressione e dalla qualità delle ripartenze nerazzurre.

CONCORRENZA? NO, GRAZIE – La lunga pausa forzata allora potrebbe servire all’Inter a ripresentarsi al via al completo, con Sensi di nuovo a illuminare la fase offensiva e con Barella sempre più leader della mediana. Due carte pesanti da giocarsi nella volata finale, due elementi su cui costruire l’ambizioso progetto futuro. Perché malgrado l’arrivo di Christian Eriksen, Sensi al momento resta la prima scelta di Conte. Il tecnico proverà a trovare anche una soluzione tattica d’emergenza per far convivere Stefano e Chris alle spalle di una punta. All’equilibrio poi penserà Barella, l’unico in grado di esaltare San Siro anche quando la palla è nei piedi degli avversari.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Vincenzo D’Angelo


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