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Ausilio: «Rosa Inter? Valutazione a 360°, fare le cose bene. I migliori restano»

Ausilio è intervenuto in collegamento con Sky Sport 24. Dopo la prima parte (vedi articolo) il direttore sportivo dell’Inter parla di vari temi, fra cui anche Mourinho da ieri ufficiale alla Roma.

IL GRANDE RITORNOPiero Ausilio ha incrociato José Mourinho all’Inter e non può che parlarne: «Penso che la risposta da parte mia non possa che essere scontata. Sposterà tantissimo: parliamo di un grandissimo allenatore che farà bene alla Roma e all’ambiente di Roma. Ma penso che ci saranno ritorni positivi per tutta la Serie A, perché Mourinho è un personaggio positivo. Darà tanto per parlare, ci divertiremo tutti. Ovviamente come parte di un sistema sono molto felice di riaverlo con noi».

NIENTE REPLAY – Ausilio ammette come non si sia mai parlato di un ritorno di Mourinho: «Sinceramente in questi anni non c’è stata possibilità. Non so dire perché, non ci sono state possibilità. Intanto Mourinho ha sempre lavorato, noi siamo partiti con un percorso complicato e difficile all’inizio. Non eravamo nemmeno pronti a riaccogliere Mourinho, abbiamo portato avanti un percorso diverso che abbiamo poi definito al meglio e reso vincente con Antonio Conte. In passato opportunità per un rientro non ce ne sono state».

CONFERMA – Ausilio si sofferma sulla permanenza di Conte: «Io penso che il mister, come tutti noi, abbia solo voglia di confrontarsi. Ognuno di noi, indipendentemente dal lavoro che fa, ha sempre voglia di migliorare e crescere. Soprattutto, dopo aver vinto, di continuare a farlo. Però bisogna essere realisti con tutti, dai tifosi all’allenatore, e affrontare dei temi. Le situazioni economico-finanziarie create dalla pandemia hanno portato, a livello generale nel mondo, dei ricavi inferiori alle aspettative. Noi giochiamo in uno stadio che ha una media di sessantamila spettatori, non abbiamo il pubblico a sostenerci. Viviamo di ricavi, che devono essere utilizzati per migliorare la squadra. Nel momento in cui vengono a mancare dobbiamo avere idee e portare avanti la qualità della squadra».

RINNOVI – Ausilio anticipa cosa si farà coi contratti: «Non è che sono stati sospesi, molto è stato già fatto. Con Alessandro Bastoni dobbiamo formalizzare qualcosa già raggiunto, abbiamo quasi alla fine. Non cambia aspettare dieci giorni, quando sapremo la situazione finanziaria del club le sistemeremo. Bastoni è una delle prime, per Lautaro Martinez eravamo a buon punto. Non penso che la cosa possa rappresentare un problema, ma che abbia cambiato gli agenti fa sì che si riinizi non dico da capo ma quasi».

CESSIONI POSSIBILI? – Ausilio valuta la rosa: «Cessioni? È davvero prematuro rispondere, sono discorsi che non abbiamo affrontato. L’idea è di fare le cose bene, non vendere un certo tipo di calciatori. Dobbiamo valutare la situazione a 360°, quando parlo di ricavi non è solo sui calciatori ma anche su diritti TV e altro. Dobbiamo fare una valutazione con tutte le aree della società, poi ognuno di noi dovrà portare avanti il lavoro nel miglior modo possibile. Il nostro obiettivo è vincere, ci piace e vogliamo continuare a farlo. So benissimo, facendo il direttore sportivo, quali sono i giocatori fondamentali del club. Faremo in modo che i migliori restino per far coincidere le esigenze che il club ci chiederà dal punto di vista economico. Ora, finalmente, non pensare a niente per quindici giorni è una soddisfazione che voglio togliermi. Ieri ho visto una partita di Serie B, me la sono goduta».

IL PRESIDENTE – Ausilio chiude su Steven Zhang: «Era molto emozionato. Forse dalla Cina non aveva l’emozione di cosa significhi vincere lo scudetto all’Inter. Domenica ho trovato una persona molto emozionata, felice di quello che avevamo fatto. Gli ho detto che l’Inter non è per tutti, e che non è da tutti vincere così giovani e in così poco tempo. Non so quante realtà, che avevano investito anche più della sua famiglia nel calcio, ci hanno messo così poco a vincere».

IL RECUPERO – L’ultimo pensiero di Ausilio è su Christian Eriksen: «Professionista pazzesco. Ha sorpreso anche noi, per diversi motivi legati all’impatto a un nuovo ambiente e a un’altra idea di calcio. Non è facile: non è Eriksen il primo giocatore che ci mette qualche mese a capire. Poi non dimentichiamo che è arrivato all’Inter, il campionato si è fermato tre mesi e si è ripreso a giocare ogni tre giorni. Ci ha messo un po’ per capire il credo di Conte, ma nel momento in cui l’abbiamo ritrovato siamo contenti del valore che ha dato alla causa dell’Inter. E, come tutti i suoi compagni, per quello che ha dato a livello di risultato finale».

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