Arthur spegne le voci di mercato: “Inter? No grazie, sto bene a Barcellona”

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19 Aprile 2020, 08:52
Arthur Barcellona
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Il brasiliano Arthur Melo ha spento le voci di mercato parlando con “La Gazzetta dello Sport” e rilasciando alcune brevi dichiarazioni. Il suo nome era stato più volte accostato all’Inter, nell’ambito della trattativa per Lautaro Martinez, Al momento, però, il suo futuro sembra ancora a Barcellona

RIFIUTO L’OFFERTA E VADO AVANTI – Un sentito ringraziamento, un gentile diniego. Arthur Melo è un ragazzo educato e di fronte alle insistenti voci di un interessamento dell’Inter ha affidato alla “Gazzetta dello Spor”t la sua risposta. I movimenti collaterali legati alla questione Lautaro Martinez sono molteplici. Il Barcellona insiste e tiene l’argentino in testa alle priorità di mercato, l’Inter lavora in silenzio per verificare le possibilità di pescare merce di scambio nella luccicante rosa blaugrana.

AMORE – Arthur poteva restare in silenzio come gli altri, poteva ignorare offensive, voci, titoli che a Barcellona in questi giorni sono stati insistenti. E invece ha deciso di parlare. Elogi per Antonio Conte e per il lavoro fatto dalla dirigenza dell’Inter per costruire la squadra. Però il Barça è il Barça. «Per qualsiasi giocatore è motivo d’orgoglio che il proprio nome venga accostato a quello di un club tanto importante e riconosciuto a livello mondiale come l’Inter. Si tratta di un club con un grande allenatore e una rosa impressionante. Detto questo, i pensieri che ho in testa ora sono solo per il Barcellona. Mi trovo molto bene tanto nella squadra come in città e sinceramente continuo a vedermi vestito di blaugrana ancora per tanti anni».

SENSAZIONI – «Qui in Catalogna e al Barcellona mi sento molto integrato, ho ottime sensazioni tanto a livello personale quanto fisico, e anche per quanto riguarda l’aspetto dell’integrazione nel gioco della squadra. Sto approfittando di questo momento di sospensione per recuperare del tutto a livello fisico, animato dal desiderio che si possa riprendere a giocare per poter puntare agli obiettivi per i quali dobbiamo ancora lottare».

ASCESA – Comprensibile. Arthur ha 23 anni ed è solo alla seconda stagione in Europa e col Barcellona. Arrivato per provare a sostituire Andrés Iniesta si è rapidamente conquistato uno spazio preciso in un centrocampo tra i più complicati d’Europa. Apprezzato per la sua duttilità, per la capacità di portare la palla e di offrire ai suoi la pausa necessaria, per la tecnica e la profondità. Diciamo che è stato una sorpresa per il Camp Nou, che non pensava di veder arrivare dal Gremio un prodotto già pronto all’uso. Rakitic-Busquets-Arthur è diventato subito il centrocampo di riferimento di Ernesto Valverde.

PARAGONI INGOMBRANTI – Ovvio che a i tanti puristi che frequentano il Camp Nou l’idea che prima al posto del croato e del brasiliano c’erano Xavi e Iniesta provocasse una certa nostalgia. Che è stata in parte combattuta prendendo Frenkie De Jong e piazzandolo al posto di Rakitic. No, il Barcellona non ha ritrovato la magia dei bei tempi, però Valverde aveva capito benissimo che bisognava adattarsi con ciò che c’era in casa. E in questo Arthur si è rivelato utilissimo. Valverde riteneva inutile e stucchevole disquisire se il brasiliano ricordasse o fosse più simile a Xavi o a Iniesta.

ACCIACCHI – Arthur è un calciatore diverso, che però nel Barcellona funziona. Che poi è quello che ci ha detto lo stesso interessato: «Mi sono adattato bene». Meno positivi alcuni problemi fisici che gli hanno fatto perdere diverse partite, soprattutto in questa stagione condizionata dalla pubalgia. Per questo Arthur fa riferimento alla pausa forzata e ai benefici che ne può trarre. In un periodo nel quale avrebbe dovuto giocare ogni tre giorni può invece rimettersi completamente e farsi trovare pronto quando si ripartirà. Arthur spera che sia prima che poi, ormai i malanni sono alle spalle.

CHI VIVRÀ, VEDRÀ – Dice che l’Inter può aspettare perché sente che ancora non ha dato tutto quello che poteva dare al Barcellona e non ha ottenuto ciò che sperava. Una Liga, la finale di Copa del Rey persa e la tragedia di Anfield Road. Il Barcellona gli ha portato la Seleçao, e in pochi mesi un trionfo in Copa America che il Brasile aspettava da tempo e che lui si è goduto da protagonista. La progressione c’è, e Arthur non avverte la necessità di cambiare aria. Resta anche la stima per Conte e l’apprezzamento del progetto di rilancio dell’Inter. Però ora è troppo presto per andare via. Al momento Arthur ringrazia l’Inter per aver pensato a lui, e si defila da un progetto di scambio legato all’eventuale partenza di Lautaro. Più avanti si vedrà.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Filippo Maria Ricci


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