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Alt, non sparate su Asllani! Tutta l’Inter in balìa della Real Sociedad

Asllani ha giocato da titolare in Real Sociedad-Inter. Prestazione non brillante, come tutta la squadra. Lezione da imparare, ma no a giudizi affrettati

IL COLPEVOLE − Quando le cose non vanno bene, o meglio, vanno per il verso non voluto, diventa normale la tendenza a mettere in risalto un capro espiatorio. Colui a cui addossare tutte le colpe, o comunque una gran parte. Questo dicasi alla voce post Real Sociedad-Inter: Kristjan Asllani il colpevole. L’albanese ha giocato ieri sera da titolare all’Estadio Anoeta di San Sebastian. A lui il gravoso e complicato compito di sostituire Hakan Calhanoglu, non partito per i Paesi Baschi causa affaticamento muscolare. Come tutta l’Inter, Asllani è stato in balia della maggiore aggressività e dinamicità posta in atto dagli avversari spagnoli. Per circa 60-70′, si è vista praticamente una sola squadra in campo. L’Inter non c’era, probabilmente ancora invasa dalla sbornia legata al derby stravinto per 5-1 contro i cugini. Sì, Asllani non è stato impeccabile, ma gli altri 10 non sono stati da meno!

Asllani in balia? Sì, come tutta l’Inter!

TEMPESTA − Il ragazzo di Elbasan, alla prima partita da titolare quest’anno – l’ottava complessivamente in oltre un anno di Inter – ha patito l’ambiente dell’Anoeta, nonché il grande temperamento della Real Sociedad. All’Inter è mancata la regia, la gestione del pallone e del gioco. A tratti, la squadra di Inzaghi è stata risucchiata dalla morsa messa in atto dai ragazzi di Alguacil, che per tutto il primo tempo hanno invaso l’area di Sommer colpendo anche due legni. Un’Inter in bambola non per Asllani, ma anche con Asllani. Da Barella a Mkhitaryan, i senatori, passando per Bastoni dietro e i due attaccanti, la Beneamata – strabiliante tre giorni prima nel derby – ha subito la pesantissima tempesta basca. Morsa allentata sì dai cambi di Simone Inzaghi in corso d’opera, ma anche dall’involontaria ‘benevolenza’ di Alguacil, che – richiamando in panchina i vari Barrenetxea, Odriozola e Kubo – ha accorciato la squadra dando all’Inter la possibilità di alzare il baricentro.

CATTIVI GIUDIZI − L’Asllani del San Sebastian ha probabilmente testato per la prima volta cosa significhi davvero la Champions League. Una lezione da imparare per crescere anche e soprattutto a livello di personalità. No, Asllani non è e non sarà il Gagliardini 2.0 o i Correa o i Bellanova bis. Ossia quel giocatore da fischiare a prescindere o da criticare ancor prima che possa mettere piede sul rettangolo verde. Fortunatamente, il tempo è anche galantuomo.

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