Agoumé: “Basta Pogba, mio idolo Kroos. All’Inter studio Borja Valero”

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5 Aprile 2020, 10:14
Agoumé
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“Tuttosport” ha intervistato Lucien Agoumé, uno dei migliori talenti dell’Inter, che ha parlato della sua esperienza in nerazzurro e dei suoi idoli.

CRESCITA – «Se l’arrivo all’Inter mi ha migliorato? Assolutamente. Sono un calciatore diverso, più maturo».

ESEMPI – «Chi è il giocatore che guardo di più della prima squadra? Borja Valero per la sua esperienza e perché giochiamo nello stesso ruolo. Ha grande qualità. Però guardo molto anche Brozovic».

IL MIGLIORE – «Ce ne sono tanti di forti. Forse il mio preferito è Toni Kroos del Real Madrid. E’ un giocatore fantastico».

NUOVO POGBA – «È vero, fin da quando ho iniziato a giocare mi hanno sempre detto che sembravo Pogba, perché sono simile a lui fisicamente. Però, se devo essere sincero, non mi piace il paragone. Non che abbia qualcosa contro Pogba, anzi, è un esempio, però io voglio essere solamente Lucien Agoumé».

LEGAMI COI COMPAGNI – «Per questione di età fin dal ritiro estivo mi sono subito avvicinato a Esposito e Pirola, ma li conoscevo già perché li avevo affrontati con la Francia nelle sfide con le Under 16 e Under 17. Abbiamo vissuto insieme per sette mesi al convitto, passando molto tempo insieme, comprese diverse cene. Siamo amici».

ESORDIO IN A – «L’esordio in Serie A finora è stato il momento più bello della mia giovane carriera. Esordire a 17 anni con la maglia dell’Inter credo non sia una cosa da poco. È stata una grande soddisfazione. Peccato solamente non aver vinto. Il mio debutto non è stato semplice? Vero, però bisogna farsi trovare pronti, sarà un’esperienza che mi tornerà comoda in futuro. Quando sono entrato, dalla panchina mi hanno detto di essere concentrato e di fare le cose semplici. Spero di avere altre occasioni».

RIPRENDERE A GIOCARE – «Ora è il momento di pensare alla salute di tutti, poi si vedrà».

IL MOMENTO PEGGIORE – «Senza dubbio non aver potuto giocare la semifinale del Mondiale Under 17 disputato nel novembre scorso. Ero il capitano della Francia, ho giocato tutte le prime gare da titolare, abbiamo sempre vinto, poi per squalifica ho dovuto saltare la sfida col Brasile e la squadra ha perso 3-2. Volevo giocare quella gara perché una semifinale di un Mondiale non la si disputa ogni giorno. È stato difficile restare fuori, avevamo le potenzialità per vincere il torneo».

IL FUTURO – «Cosa penso sia meglio per me in futuro? Io penso solo al campo, il resto lo lascio decidere alle persone che mi seguono, i miei agenti e la società. Sono sicuro che sceglieranno il meglio per me».


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