Adriano: “Inter-Milan, ero nervoso. Gol Udinese? Multa! Non avevo testa”

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20 Maggio 2020, 23:03
Adriano Inter-Milan
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Adriano ha raccontato il derby Inter-Milan del 2008-09 in cui segnò il discusso gol di testa/mano. L’imperatore ripercorre i tanti momenti in nerazzurro ai microfoni di Inter Classics. Di seguito le sue dichiarazioni dal profilo Twitter della società nerazzurra

LE EMOZIONI DEI DERBY: DECISIVO IN INTER-MILAN

Adriano ripercorre le grandi sfide contro in Inter-Milan: «Gol contro di Milan? E’ stato un gol di testa, se non ricordo male (ride, ndr.). Non l’ho fatto di proposito a prenderla con la mano, veramente. Per noi giocatori una partita come il derby era molto importante. Sai che è la partita più importante in città, è emozionante. Personalmente io andavo lì sempre nervoso, dovevo affrontare grandi avversari. Fare gol in un derby poi è una cosa impressionante, veramente. Brasiliani? Era bello perché poi quelli che vincevano prendevano in giro quelli che perdevano. Ci sentivamo, una bella cosa – dice Adriano -. Parlavamo sempre della partita e degli avvenimenti. Maicon? Tanti assist! Ci conoscevamo benissimo perché giocavamo insieme anche in Nazionale. Con lui era facile, ci trovavamo. 74 gol con l’Inter? Il più bello è quello segnato contro il Real Madrid. E’ stato un match importante per me e per la mia carriera. E’ stato importante per me e la mia carriera in Italia. La punizione? Ci allenavamo a tirare le punizioni con Materazzi e Seedorf. Loro sapevano che tiravo forte e bene. Materazzi la voleva battere, ma Seedorf ha detto di lasciarmi tirare. Non ci credevo neanch’io perché ero appena arrivato, è stata una sorpresa. Non sapevo che avrei battuto: è stato meraviglioso alla prima partita. Grazie a Dio è andato tutto bene, ho tirato una bella punizione».

DAGLI INIZI AI TANTI GOL IN NERAZZURRO: SHOW UDINESE

Adriano e le tante emozioni con la maglia dell’Inter: «Amichevole con il Real Madrid? E’ vero, è stata una partita importante per dimostrare ai tifosi chi ero io. Menomale che dopo quell’amichevole sono riuscito a dimostrare chi ero. Grande gol? Ci ho creduto. Sapevo che stavo lì fino alla fine, potevo fare quel gol. Grandi mancini dell’Inter? Ho imparato tantissimo con Mihajlovic e Recoba, dopo gli allenamenti. Allenavamo le punizioni e calciavo forte. Da quello ho avuto una forza in più: mi hanno insegnato tantissimo e li ringrazio. Super gol contro l’Udinese? Menomale che ho giocato se no prendevo la multa perché ero arrivato in ritardo dal Brasile. Dovevo fare qualcosa in più per far dimenticare la multa. Alla fine è andata bene! Non posso dimenticare questi momenti – dice Adriano -. L’affetto dei tifosi? Io ringrazio loro per avermi fatto diventare l’Imperatore. Ringrazio per tutti i momenti: l’Inter è sempre stata la mia seconda casa e lo è anche oggi. Se alla fine di questa avventura ho sbagliato un po’ è perché non avevo la testa per via della morte di mio padre. Non ero io. Ho lasciato Milano non perché non volessi più giocare nell’Inter, ma per quella questione personale. Non ero a posto con la testa. Chiedo scusa ai tifosi e dico anche grazie perché mi hanno accolto anche nei momenti così così. Spero di tornare un giorno per salutarvi tutti. Siete sempre stati con me».


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