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Zenga: “Nato, vissuto e morirò dell’Inter! Gran lavoro di Conte. Juventus…”

Zenga è stato ospite telefonico di “QSVS” su TeleLombardia. Il tecnico del Cagliari, dopo aver parlato di Nainggolan (vedi articolo), ha ribadito il suo amore per l’Inter e applaudito il lavoro di Conte

INTERISTA VEROWalter Zenga parla del suo amore per i colori nerazzurri: «Ogni tanto saltano fuori i sondaggi su chi è stato il portiere più bravo. L’Inter ha sempre avuto dei grandi interpreti del ruolo. L’ultimo è Samir Handanovic, passiamo da Julio Cesar, andiamo indietro a Gianluca Pagliuca, Francesco Toldo, Angelo Peruzzi. Però c’è una differenza. Un conto è arrivare in un club e fare bene, un conto è nascere in un club, far parte di una tifoseria e diventare quello che sono diventato io. Cioè, è differente. Ogni portiere e ogni giocatore ha la sua epoca. Secondo me non si può dire che Giuliano Sarti è stato migliore di Zenga o di Toldo, perché sono epoche differenti. Però l’unica differenza che c’è fra me e tutti gli altri è che io sono nato, vissuto e morirò interista. Poi è chiaro che io in questo momento sono l’allenatore del Cagliari. Mi tengo ben stretta la panchina del Cagliari e farò di tutto per fare il meglio col Cagliari. Anche quando sono venuto col Crotone a San Siro a momenti vinco la partita».

INTER-JUVENTUS – Zenga esprime poi un suo parere sul nuovo corso nerazzurro e il discorso si sposta su Antonio Conte: «L’Inter mi è piaciuta. Antonio ha fatto un grandissimo lavoro. Poi stiamo parlando di un allenatore top, tra i primi dieci al mondo. Si vede anche come stava gestendo la stagione. Magari vincere alla prima botta non è così facile come da altre parti come ha fatto. E poi ha sdoganato questa storia che un allenatore tifoso di una determinata squadra non può andare ad allenare l’altra. Se allenerei la Juventus? La Juventus non mi chiamerebbe mai, la differenza è questa. Perché io non sono nei top dieci allenatori del mondo (ride, ndr). Quindi non si pone il problema. Se porto il Cagliari in Europa, Tommaso Giulini fa di tutto per tenermi. Ed è la mia soddisfazione più grande. Un allenatore professionista è un professionista. Antonio è nei primi dieci allenatori del mondo, Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri sono altri grandissimi allenatori. Quando sei nei top dieci allenatori nel mondo, hai una visione completamente differente della sua professione. Non esiste al mondo che mi possa chiamare in questo momento la Juventus, l’Inter, il Real Madrid o il Chelsea o altre squadre. Ma non perché sono scarso. Perché devo fare un percorso per arrivare a essere lì. Ci arriverò? Magari sì, magari no. Non lo so».

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