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Zazzaroni: «Serie A, ennesimo disastro organizzativo. Delirio evitabile»

Zazzaroni, Direttore del Corriere dello Sport, questa mattina in un suo editoriale ha commentato quello che per lui è stato l’ennesimo disastro organizzativo tra Lega Serie A e Asl, evidenziato anche il comportamento di determinati giocatori.

DELIRIO EVITABILEZazzaroni commenta quanto successo nella giornata di ieri tra intervento dell’Asl e problemi di disorganizzazione: «Ieri la Serie A si è ufficialmente trasformata da torneo nazionale in torneo “federalista”, nel senso che abbiamo assistito alla farsa delle differenti interpretazioni e decisioni, anche orarie, da parte d i cinque Asl relativamente a situazioni analoghe. Questo anche perché, pur se al secondo anno di Covid, il calcio italiano si è mostrato incredibilmente spiazzato, al punto che alle venti del 5 gennaio la Lega ha convocato un CdA d’urgenza per decidere di assumere il protocollo Uefa che prevede il limite minimo di 13 giocatori per parte per la disputa di una partita. L’aspetto più inquietante è proprio la condizione in cui si sono ritrovate le parti in causa. Tutti con le mani più o meno legate: la Lega non era in grado di rinviare la giornata per mancanza di altre date (a fine gennaio c’è la sosta per i sudamericani e a giugno l’indispensabile Nations League by Ceferin); la Figc non se l’è giustamente sentita di anticipare l’eventuale decisione del governo; il ministro Speranza, che chiedeva di fermare il campionato, non ha trovato sponde neppure tra i suoi e insomma s i è consumato l’ennesimo disastro organizzativo. I l peccato originale è, al solito, l’assenza di un’autorità centrale che abbia il coraggio di prendere decisioni anche impopolari che valgano per tutti».

COMPORTAMENTI – Zazzaroni si sofferma parlando anche del comportamento discutibile di qualche giocatore: «Stillicidio di positività tra i calciatori impone una riflessione supplementare, quella sui loro comportamenti extra-campo. Omicron non guarda in faccia a nessuno e ha una capacità di trasmissione elevatissima, per cui l’attenzione da prestare per evitare il contagi o dovrebbe raggiungere il livello massimo. C’è però una questione importante, di opportunità, da considerare: in un momento delicatissimo come l’attuale un professionista avrebbe dovuto (e dovrebbe sempre) tener presente anche l’obbligo, impostogli dal mestiere, di non assumersi rischi inutili per potersi presentare puntuale e negativo al ritorno in campo».

Fonte: Corriere dello Sport – Zazzaroni

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