Zazzaroni: “Guerra Inter sui calendari? Non ha tutti i torti, la Juventus…”

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4 Giugno 2020, 14:26
Ivan Zazzaroni
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Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, è intervenuto oggi ai microfoni di “Tutti Convocati” dove ha parlato anche di Inter, Nazionale italiana e delle varie tematiche legate alla ripresa dei campionati dopo la lunga sosta

MAROTTA ALLA GUERRA – Zazzaroni parla della guerra portata avanti da Marotta sui calendari, fatta molto probabilmente su pressione di Antonio Conte: «L’ho scritto con grande affetto. Lui difende una scelta da azienda che ha puntato su un cavallo importante e logorante come Antonio Conte, ricordiamo come è entrato e uscito da Juventus, Chelsea o Italia. E’ un uomo vincente ma che chiede subordinazione da giocatori e dirigenti. Questo Marotta lo sapeva e giustamente deve seguire le indicazioni di un allenatore se è impegnativo. Poi però succede che si perdono delle piccole e grandi battaglie. Io sono sempre sulla prevalenza della società. Quando arriva Conte sai che è così».

LA GUERRA DELL’INTER – Zazzaroni sostiene che l’Inter avesse le sue ragioni per chiedere l’anticipo della semifinale di Coppa Italia: «In questo caso non mi sento di dargli torto, l’Inter ha molte partite iniziali e ci sta che richieda lo spostamento. Se vince a Napoli ha 3-4 partite in poco tempo. Quando però ti trovi la Juventus che piuttosto che fare un favore a Conte e Marotta si taglia una palla, il Milan che non ha interesse, il Napoli poteva accettare ma quando trovi 3 su 4 contrarie non puoi».

LA NAZIONALE – Zazzaroni parla della Nazionale che da molto tempo non si raduna: «Non trovo che sia una cosa disdicevole. Mi dispiace per il Mancio ma sono tutti giovani, cresceranno. Tonali è destinato a una grande squadra e crescerà, tornerà Zaniolo, nel male troveremo anche il bene».

LA RIPRESA DEL CALCIO – Zazzaroni parla del grande lavoro che è stato fatto per permettere la ripresa del campionato: «E’ molto importante che le istituzioni determinino, a tutti i livelli. Dal Pino non è un uomo di calcio ma un grande manager, Gravina ha mostrato attributi che non gli riconoscevo e hanno ottenuto questo risultato che dovrà essere completato dalle partite. Proviamo a immaginare se avessimo bloccato tutta la stagione e ci ritrovassimo al 12 giugno con il covid quasi sparito e l’estate vuota e gli altri che giocano».

LA GENTE ALLO STADIO E LA FRANCIA – Zazzaroni parla della necessità di riportare la gente allo stadio e dela controversa decisione della Francia di sospendere tutto: «Puntiamo a riportare la gente gradualmente allo stadio privilegiando gli abbonati che hanno già pagato, fai un sorteggio o come ti pare, ma almeno garantisci. Sulla Francia non è stata detta la verità, Macron ha fatto un favore a Bollorè. Non c’entra la pandemia, è una decisione politica ed economica. Non hanno nemmeno combattuto, hanno detto che si chiude, arrivederci e basta».

RIMBORSO ABBONAMENTI – Zazzaroni sostiene che le società dovrebbero rimborsare gli abbonamenti: «Le società hanno altre priorità, ma hanno il dovere civile di rimborsare gli abbonati per non disperdere quello che hanno speso».

BALOTELLI E IL BRESCIA – Zazzaroni parla anche di Mario Balotelli che sembra proprio aver gettato al vento l’ennesima occasione di una carriera controversa: «A Mario purtroppo non gli gira, non c’è nulla da fare. Non c’è crescita. A me dispiace anche questa rottura col Brescia, mi è simpatico, ma ne ha fatte troppe».

LA COMUNICAZIONE NELLO SPORT – Zazzaroni ha chiuso il suo intervento parlando della comunicazione nel mondo degli sportivi prendendo il caos Floyd che incendia gli Stati Uniti e le dichiarazioni di Gasperini sulla sua malattia prima di Valencia-Atalanta: «Il discorso della comunicazione sul caso Floyd pesano molto i social. Siamo nella stagione della coscienza ripulita che i social hanno amplificato. C’è chi crede molto in quel tipo di battaglia, credo agli americani o alle persone di colore. Molti di noi hanno dimostrato una sensibilità che non riconoscevo. Meglio così, ma vorrei genuinità, non partecipare a una cosa così perché lo devi fare. Su Gasperini io l’avevo sentito, mi aveva raccontato questa cosa, ma pensavo fosse successiva alla partita, forse avevo capito male io. Se il Valencia fa quel tipo di intervento avranno immaginato che la cosa è scoppiata dopo la partita d’andata».


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