Zaccheroni: “Inter, raro vedere una squadra così. Icardi? La situazione…”

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4 marzo 2019, 11:57
Zaccheroni

Intervistato ai microfoni della “Gazzetta dello Sport”, Alberto Zaccheroni, ex allenatore di Milan e Inter, ha parlato della squadra rossonera e nerazzurra, in corsa per la volata Champions League.

MILAN E INTER – Queste le parole di Alberto Zaccheroni, ex allenatore di Milan ed Inter: Sorpasso Milan. Giusto così? «Beh, il Milan è cresciuto tanto, c’è poco da dire. Sia nel gioco che nello spirito. Gattuso ha grandi meriti. Ha compattato la squadra gli ha dato un’identità. E i giocatori lo seguono, si vede che lo stimano perché lui è uno schietto e diretto. Avevo visto un paio di partite del suo Pisa. Da allora è cresciuto tantissimo, si può dire che l’abbia fatto insieme al Milan. Ora sono fortemente in sintonia. E ora il Milan ha anche alzato il tasso di qualità. Paquetà è uno che sa giocare, ma non solo: dà un notevole apporto anche sul piano fisico. Bakayoko, a parte l’ultima partita col Sassuolo, adesso è importante per la squadra. Ma devo dire che prima di Cagliari l’Inter non mi dispiaceva. Aveva trovato solidità e capacità di reazione. Ha un’ottima struttura, di rado ho visto una squadra così forte fisicamente. Se ti schiaccia prima o poi il gol te lo fa. Il Cagliari è stato bravissimo ad aggredirla e non farsi mai mettere sotto».

PIATEK E CASO ICARDI – Il Milan ha anche un Piatek in più e l’Inter un Icardi in meno. Questo il motivo principale del sorpasso? «Con il polacco il Milan ha trovato il terminale adatto. Nelle caratteristiche è completamente diverso, ma nel modo di fare gol assomiglia a Shevchenko. Higuain non è mai stato brillante, sembrava proprio che giochicchiasse aspettando la chiamata dall’estero. Al Milan è cambiata la vita con quel fantastico gol di Piatek all’Atalanta, che stava dominando. A proposito, sono innamorato del gioco di Gasperini, mi diverte un mondo. Ah, Icardi, sì. Mi manca qualche tassello per giudicare, devi esserci dentro. Lui non è uno qualunque, era il capitano. E se gente di mestiere come Marotta, Zanetti e compagnia gli ha tolto la fascia deve averla combinata seria. Una situazione del genere può compattare la squadra, come sembrava. Ma è inevitabile che se ne parli nello spogliatoio, e le dinamiche dello spogliatoio contano, eccome. Sicuramente è anche una distrazione, toglie serenità». Meglio recuperarlo o no? «Se è un problema società-giocatore, certo. Alla squadra non interessa. E lui in zona gol risolve parecchi problemi. Per la volata finale sarebbe fondamentale un finalizzatore come lui. Se invece come sembra il problema è giocatore-giocatori, la situazione è più delicata. Difficile dirlo. Ma la squadra deve reagire ancora di più».

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