Mondo Inter

Volpi: «Icardi e la rottura all’Inter? Le situazioni cambiano in maniera rapida»

Il medico sociale dell’Inter, Piero Volpi, ha partecipato alla trasmissione Calciomercato – L’Originale su Sky Sport. Oltre ad aver detto la sua sulla questione contagi (vedi articolo), si è espresso su vari temi fra cui la rottura di Icardi di tre anni fa.

ICARDI EX NON RIMPIANTO – Si parla tanto in questi giorni di possibile ritorno in Italia per Mauro Icardi, direzione Juventus. Il responsabile medico dell’Inter, Piero Volpi, ricorda il rendimento dell’argentino in nerazzurro: «Lui ha fatto un ottimo periodo da noi, tutta la prima parte. Poi in questo calcio, voi lo sapete perché ne parlate tutti i giorni, le situazioni cambiano in pochissimo tempo. È un calcio che, rispetto al passato, ha dei cambiamenti repentini perché ci sono delle situazioni che possono cambiare ogni giorno. Ci sono tantissimi fattori che entrano in gioco, questo può cambiare le situazioni in maniera rapida».

LA DIFFERENZA – Volpi mette a confronto calcio italiano e inglese: «Diversi? Sotto certi aspetti devo dire di no. Però, sotto altri aspetti, la Premier League in questo momento globalmente ha forse un po’ più di qualità. Ma il nostro campionato a me piace tantissimo. Sono tanti anni che si parla delle differenze fra giocare in Inghilterra e giocare in Italia: il discorso, probabilmente, è che dal punto di vista mentale sono più liberi e hanno questa sensazione in partita di avere più gamba e più corsa. Noi siamo più tattici, ma abbiamo i preparatori atletici storicamente migliori. Noi abbiamo esportato la preparazione atletica in tutto il mondo: vent’anni fa in Inghilterra non esisteva la figura del preparatore atletico, mentre noi ce l’avevamo».

GUAI FISICI – Volpi prova a spiegare perché nel calcio attuale ci sono tanti infortunati: «Innanzitutto c’è stato un grido di allarme da parte degli allenatori, così come dei medici. È un fenomeno più che italiano generale, europeo e anche mondiale. Dovuto al fatto che si gioca troppo? Esatto, uno dei punti focali è che si gioca tantissimo, anche con le nazionali e le coppe, rispetto a una volta. Mondiali ed Europei ogni due anni? Vuol dire avere più partite, quindi anche giocatori che vanno più volte in nazionale. Sta cambiando in maniera importante questo modo di gestire il calcio, che prima era di sette giorni: ora si è passato a tre giorni, per quasi tutte le squadre».

LA SITUAZIONE – Volpi entra nel merito di quello che segue direttamente: «Com’è che l’Inter non ha avuto grandi infortuni? Devo dire che i meriti sono della parte tecnica, dei preparatori, anche dei nostri dirigenti che hanno scelto giocatori con determinate caratteristiche. Oggi devo dire che si riesce a investire di più sulla parte medica, questo è il messaggio che credo sia importante. Tutte le squadre dovrebbero investire qualcosa in più, significa punti in più in classifica e qualche soldo in meno da spendere. Secondo me questa è una riflessione che, anche per questi due anni di COVID-19, bisogna portarla sul tavolo dei dirigenti. Anche noi medici dobbiamo cambiare un attimo: non dobbiamo lamentarci se uno si fa male, ma adattarci a un nuovo calcio. Il calcio è cambiato e anche noi dobbiamo cambiare».

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