Vieri: “Ronaldo era il capo, ci siamo ammazzati per l’Inter! Che errore Moratti…”

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12 ottobre 2019, 20:31
Christian Vieri

Vieri – ex attaccante dell’Inter -, protagonista al “Festival dello Sport” di Trento, ricorda il suo periodo nerazzurro al fianco di Ronaldo per un triennio. Sfortunato dal punto di vista degli infortuni e soprattutto dei risultati, culminando nel 5 maggio 2002. Ecco quanto raccolto dalla “Gazzetta dello Sport”

BOBO E RONIE – C’è stata un’Inter vent’anni fa che poteva vantare in attacco Christian “Bobo” Vieri e il “Fenomeno” brasiliano, in coppia: «E adesso fermateli? Ci siamo fermati da soli! Io sono andato all’Inter perché c’era Ronaldo, perché volevo giocare con lui. Giorno dopo giorno si è instaurata un’amicizia vera, è difficile che ci sia quando ci sono due primedonne… Ma io mi sono messo sotto, il capo era lui, mi trovavo bene. Ronaldo era il più forte. Siamo stati tre anni insieme all’Inter. C’era un’energia da fuori di testa sapendo che c’eravamo io e lui».

5 MAGGIO 2002 – Vieri ricorda amaramente gli strascichi dello scudetto perso a Roma contro la Lazio: «La peggiore mazzata mai presa, per questa maglia ci siamo ammazzati. Eravamo in vantaggio di un punto, davanti a 70.000 spettatori tutti interisti, eravamo una squadra che prendeva pochi gol e quel giorno ne abbiamo presi quattro. Se vai in vantaggio due volte in una partita così e non tieni il risultato, è giusto che tu non vinca. Hector Cuper era testardo ed è andato per forza allo scontro quando non c’era motivo. Un grande errore del mister. Massimo Moratti per me ha sbagliato, manda via l’allenatore o chi vuoi, non mandare via Ronaldo! Non puoi venderlo, punto e stop. L’abbiamo aspettato due anni, lo vendi in quel momento? È un errore. Quando hanno venduto lui ho detto: “Vendete anche me, cosa resto a fare?”».

L’INTER DI CONTE – Tornando al presente, Vieri è fiducioso sul nuovo corso interista ripartito da Antonio Conte in panchina: «Una buona Inter, è cominciato un percorso con allenatore, dirigenti, giocatori nuovi. Ci vuole tempo, che in Italia non c’è. L’Inter ha un grande allenatore e sicuramente lotterà fino alla fine e già questo renderà il campionato più divertente».

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Giuseppe Nigro

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