Vecchi: “Di Icardi una cosa fa impressione. Spalletti tutela gruppo Inter”

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5 aprile 2019, 01:00
Stefano Vecchi

Stefano Vecchi è intervenuto in collegamento con il “Live Show” della radio “MC Sport”. L’allenatore nella prima parte di stagione al Venezia, e soprattutto con un passato fra Primavera e prima squadra dell’Inter, ha parlato del caso Mauro Icardi e di come Luciano Spalletti possa completare il campionato.

DA RIENTRAREStefano Vecchi parla del caso Mauro Icardi: «Credo che sia stata una situazione difficile da gestire da parte della società, dell’allenatore e del giocatore per tanti motivi. Ognuno per i propri interessi ha faticato a incontrarsi e trovarsi sulla strada giusta, a metà strada si sono trovati probabilmente l’altra sera e credo che sia interesse di tutti trovare una soluzione. Di Icardi fa impressione questo suo farsi scorrere addosso un po’ tutto, io mi ricordo tre anni fa quando c’era stato il discorso del libro a San Siro lo fischiavano e lui fece due gol, per cui è come se tutto gli scivolasse addosso. D’altra parte è sempre stato così, ha sempre pensato a giocare e fare gol, dall’altra parte c’è Luciano Spalletti che deve difendere e tutelare un gruppo dove c’è da sottostare a certe regole. Lui ha preso la fascia dell’Inter a ventitré anni, è un ragazzo ancora molto giovane. Peraltro è un ruolo e un modo di giocare un po’ particolare, perché lui gioca finalizzando il lavoro della squadra e facendo gol. Non è un trascinatore per agonismo o perché si mette la squadra sulle spalle, lo fa perché segna tanti gol e come lui segnano in pochi. È un giocatore con queste caratteristiche, il fatto che si comporti in questo modo in campo, indipendentemente dalle critiche, è dimostrazione di grande temperamento e grande carattere, perché tanta gente avrebbe fatto difficoltà a tornare in campo in questo modo».

TALENTO – Vecchi poi parla di Nicolò Zaniolo, avuto l’anno scorso in Primavera: «Brava la società Inter ad anticipare altri e prenderlo. L’anno scorso con noi fu protagonista, nel Campionato Primavera 1 era un giocatore con doti fisiche e tecniche superiori alla media. Il problema è che lo scorso anno gli veniva tutto troppo facile, per cui a volte bisognava usare anche un po’ il bastone, per cercare di tenerlo sulle corde e fare in modo che non abbassasse l’intensità, continuando a lavorare con impegno. Ha sempre avuto doti fisiche e tecniche devastanti, da giocatore di livello internazionale, che potesse fare così in quattro-cinque mesi onestamente non se lo aspettava nessuno: io mi aspettavo che potesse fare una squadra di mezzo e poi, dopo un anno di campionato in Serie B o in Serie A, potesse andare in una grande squadra».

ALTRI SUOI EX – Vecchi poi chiude su due talenti con lui visti in nerazzurro: «Andrea Pinamonti? All’inizio non giocava neanche molto, è un ragazzo precocemente passato dalla Primavera alla prima squadra, perché già lo scorso anno era in età Primavera ma si allenava costantemente e quasi esclusivamente in prima squadra, con noi ha giocato due o tre partite in UEFA Youth League. Era già in prima squadra dell’Inter, aveva già bruciato le tappe e adesso sta facendo vedere tutto il suo potenziale. Ionut Radu è sempre stato un portiere di cui si vedevano le grandissime qualità. A quei tempi in Primavera c’erano Gianluigi Donnarumma, Alex Meret e Radu, con Pierluigi Gollini erano i quattro portieri più forti e si vedeva che sarebbero arrivati in Serie A. Ha avuto dei contrattempi e qualche problema fisico che gli ha fermato un po’ la crescita, ha fatto bene l’anno scorso ad Avellino e adesso sta facendo vedere le qualità che ha al Genoa. Per noi è una soddisfazione vederli giocare in Serie A».

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