Ulivieri (AIAC): “UEFA e FIFA, è arrivato il momento di pareggiare i conti”

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26 Marzo 2020, 10:48
Renzo Ulivieri
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Renzo Ulivieri, presidente dell’AIA (Associazione Allenatori Italiani Calcio), nel corso di un’intervista al “Corriere dello Sport”, facendo riferimento all’emergenza Coronavirus (Covid-19), ha detto la sua riguardo lo stato attuale del calcio in Italia e non solo, parlando anche di stipendi.

SPERANZARenzo Ulivieri, presidente AIA, parla di speranza in vista della ripresa del campionato: «Io ancora spero che si riesca a finire il campionato, anche sforando di 10-15 giorni a giugno, anche giocando un giorno sì e uno no, ma cerchiamo di finirlo. Fare delle previsioni però oggi mi sembra prematuro».

APPELLO – Ulivieri fa un “appello” alla UEFA e alla FIFA: «La Uefa e la Fifa da decenni hanno riempito le loro casse con i soldi generati dal calcio, inteso come spettacolo e come prodotto da vendere. Adesso forse è giunta l’ora di pareggiare i conti. Ripeto: mi auguro che intervengano presto in modo da far ripartire il processo e investire su un nuovo calcio. Quando si parla di sistema-calcio bisogna considerare tutto il sistema, nessuno può chiamarsi fuori. Qui ognuno deve fare la sua parte».

TAGLIO STIPENDI – Il presidente AIA continua parlando del possibile taglio stipendi: «È una possibilità concreta, ma parlarne oggi non serve, non abbiamo riferimenti. Anche i presidenti devono aspettare, non ha senso fare calcoli adesso. Anche gli allenatori saranno pronti a fare la loro parte. Ne ho sentiti tanti in questi giorni e quello che avverto è comprensione e generosità. Non è vero che i grandi allenatori vivono in un mondo a parte».

ANCHE GLI ALLENATORI – Ulivieri, parlando degli allenatori e l’emergenza attuale, precisa: «Anche gli allenatori saranno pronti a fare la loro parte. Ne ho sentiti tanti in questi giorni e quello che avverto è comprensione e generosità. Non è vero che i grandi allenatori vivono in un mondo a parte. Il mondo è questo, ci siamo dentro tutti, mi pare che questa emergenza ce lo stia dicendo chiaramente. Taglio stipendi? Sì, a patto che lo faccia l’intero sistema: calciatori, dirigenti, amministratori, presidenti pagati dalla società per cui lavorano. E con una premessa: noi pensiamo sempre agli allenatori di Serie A, ma ci sono centinaia di professionisti, collaboratori, preparatori atletici, che hanno uno stipendio pari a quello di tanti lavoratori italiani: ecco, non mi sembra giusto andare a penalizzare loro. In ogni caso la guida deve essere la FIGC, anche se il rapporto tra società e dipendenti, in questo momento così particolare mi sento di riconoscere l’autorità della FIGC».


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