Uefa “aggrappata” ai campionati per le date delle coppe? 4 scenari – GdS

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20 Maggio 2020, 09:34
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Secondo “La Gazzetta dello Sport”, la Uefa deve inevitabilmente attendere un segnale dai campionati nazionali per pianificare le date delle coppe europee. Sul tavolo restano 4 scenari diversi, con nuove scadenze. I dettagli

INTERDIPENDENTI – Champions ed Europa League dipendono dai campionati nazionali? Neanche per sogno, direbbero da Nyon. Ma una cosa è certezza: più tardi cominciano Spagna, Inghilterra e Italia, più il numero di partite dovrà essere ridotto. Oppure dovrà “sforare” a settembre, spostando così anche l’inizio delle prossime coppe. Ma giocare tutte le 17 partite mancanti è possibile e quello resta l’obiettivo dell’Uefa.

IPOTESI – Gli scenari sul tavolo sono i soliti: il primo prevede la Champions integrale. Al via il 7/8 agosto con il ritorno degli ottavi ancora mancanti (tra cui Juventus-Lione e Barcellona-Napoli), e quindi via fino alla finale, giocando a metà settimana e nel weekend. Ultimo atto il 29 agosto a Istanbul. Un’alternativa prevede i quarti (e forse le semifinali) in gara secca. In questo modo, si riducono le partite da 17 a 13 (oppure 11) e si mantiene l’eliminazione diretta fino alla finale. Uno scenario che potrebbe tornare utile se ci fosse meno tempo, sia a causa di un inizio posticipato della Champions sia per problemi di spostamenti in Europa. Una precisazione: la sede, in caso di partita unica, potrebbe essere decisa per sorteggio, per ranking (sembra meno probabile) o per necessità, se una o entrambe le squadre non potessero ospitare il match per disposizioni governative.

ELASTICI – Ci sono infine due soluzioni più originali che prevedono una fase finale in sede unica e richiederebbero meno tempo, massimo una decina di giorni. Final four: dopo i quarti, le 4 qualificate si ritroverebbero a Istanbul per semifinali e finali. Oppure Final eight: recuperati gli ottavi mancanti, le 8 promosse sarebbero concentrate sempre a Istanbul dove si giocherebbe ogni 72 ore. In ogni caso, il presidente Uefa Aleksander Ceferin ha spiegato come il 3 agosto non sia un termine perentorio per finire i campionati. Si è sempre trattato di una raccomandazione, non essendo una data decisa dall’Esecutivo. L’Uefa si rende conto della difficoltà di tanti campionati di riorganizzarsi, spesso perché mancano risposte dai governi nazionali, e indirettamente sembra considerare l’ipotesi che i tempi possano essere più lunghi.

NODO ITALIA – L’Italia ha il calendario più ampio: cominciando il 13 giugno, però, ci sarebbe tutto il tempo per finire. Uno spostamento obbligherebbe forse a cancellare la Coppa Italia. Ma è tutto da vedere. In ogni caso, i discorsi sulla Champions si allargano all’Europa League che ha più partite da recuperare (Inter-Getafe e Roma-Siviglia devono disputare andata e ritorno degli ottavi). Salvo sorprese, non sarà introdotto il quinto cambio “offerto” dall’Ifab. La nuova data sensibile diventa il 17 giugno, nuova deadline dell’Esecutivo entro la quale l’Uefa vorrebbe conoscere formule e date dei campionati che ripartono, oltre alle soluzioni “sportive” per definire una classifica in caso di stop. L’obiettivo sarebbe decidere anche le date e il format della Champions.

NODO MANCHESTER CITY – L’Esecutivo dovrebbe confermare sedi e date dell’Europeo spostato al 2021 e approvare le novità al Fair Play Finanziario per far fronte al Covid-19. Ma si ritroverà probabilmente una questione in più. Il Tas di Losanna ha infatti annunciato che tra l’8 e il 10 giugno deciderà sul ricorso del Manchester City contro la squalifica (per aver gonfiato il valore delle sponsorizzazioni) che impedirebbe ai ragazzi di Josep Guardiola di partecipare alle prossime due stagioni europee.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Fabio Licari


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