Tra Lega Serie A e Aic è rottura totale, ieri la lite è esplosa – TS

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7 Aprile 2020, 09:42
Paolo Dal Pino presidente Lega Serie A
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“Tuttosport” riporta che tra Lega Serie A e Aic ora è scontro aperto. I club hanno fatto fronte comune producendo una proposta inammissibile per il sindacato.

MURO CONTRO MURO – La Lega di Serie A approva, come rarissimamente accade nella sua storia, un documento all’unanimità; il sindacato dei calciatori lo respinge come “vergognoso e irricevibile”. Cui si aggiungono le parole del presidente Tommasi. Nemmeno strano che le dinamiche producessero questo esito. L’oggetto del contendere è il taglio degli ingaggi ai calciatori e dunque siamo di fonte a una contrapposizione in perfetto stile “vecchio capitalismo” con i padroni da una parte e i salariati dall’altra (alt: non commettete l’errore di eccepire sul peso del salario, altrimenti dovete compararlo ai compensi dei “padroni” oltre che ai fatturati e alle ricadute che tali compensi generano e da cui sono essi stessi generati) che vengono pagati in quanto offrono una prestazione: le partite di pallone, appunto, che adesso non si giocano.

UNANIMITA’ – Tra Lega e Aic non si è arrivati nemmeno a una ipotesi di accordo: la Lega chiedeva quattro mesi di stop precauzionale, il sindacato era fermo a uno in attesa di verificare se, quando e come si sarebbe ripresa l’attività agonistica. Che, poi, alcuni presidenti debbano ancora corrispondere il mese di gennaio mentre si è giocato fino a marzo beh, quello fa parte delle storture di un sistema che prevede la possibilità di pagare ogni tre mesi. Ma tant’è. Ieri la Lega ha deciso di farsi un accordo da sé che, appunto è stato approvato a maggioranza: tutti d’accordo tranne la Juventus, ancora elogiata da Lotito in premessa, perché una strada con i propri tesserati se l’è trovata in autonomia e quindi non ha partecipato al voto.

CASO NAPOLI – Unanimità che si è raggiunta perché è stata accettata l’eccezione di Aurelio De Laurentiis (che ha pure minacciato di “togliere il Napoli dalla Lega”) che ha preteso di non inserire nel documento finale le cifre in previsioni di perdite e danni al sistema. Sostenendo, giustamente, che si tratta comunque di cifre ipotetiche e che si sarebbero potuto ingenerare danni con fornitori, sponsor e tifosi. E, aggiungiamo noi, chissà che qualcuno potesse eccepire anche sui compensi di amministratori delegati o dirigenti di club. In ogni caso l’eccezione De Laurentiis è passata e l’accordo tra presidenti è stato raggiunto: una riduzione di un terzo (33 per cento, quattro mensilità ominicomprensive, vale a dire che sono conteggiati anche premi e bonus) della retribuzione totale annua lorda se non si riprenderà l’attività, e di un sesto (17 per cento, due mensilità medie) se nei prossimi mesi si completerà la stagione.


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