Tommasi: “Taglio stipendi? Vedremo, ma Aic non può obbligare i calciatori”

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20 Marzo 2020, 09:17
Damiano Tommasi AIC
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Il “Corriere dello Sport” ha intervistato in esclusiva il presidente dell’Aic (Associazione italiana calciatori) Damiano Tommasi. Si parla di ripresa degli allenamenti, della speranza di tornare presto in campo e di eventuali tagli agli stipendi

PRIORITÀ – Tante domande, tanti interrogativi. Ma è davvero difficile trovare una risposta durante un’emergenza simile. Damiano Tommasi, presidente dell’Aic, è chiamato a discutere su diversi tavoli per tutelare i calciatori e far sì che tutto torni com’era prima. Il “Corriere dello Sport” l’ha intervistato in esclusiva chiedendogli se avesse idea di quando sarà possibile tornare a giocare: “Non lo so. Mi auguro presto perché il calcio sarà un termometro della società: quando il pallone rotolerà di nuovo, saremo quasi fuori da questo incubo. Come hanno fatto gli inglesi, trovo più corretto dire che non si riprenderà fino a una certa data, piuttosto che indicare un giorno. Questo è il momento di vivere alla giornata anche perché il dato dei decessi di oggi (427) è agghiacciante“.

SOSTEGNO – In Italia il numero di calciatori contagiati aumenta di giorno in giorno: “Sono in contatto diretto con loro e con i nostri consulenti medici. Ci stiamo ponendo il tema delle conseguenze che questo virus lascerà sui corpi dei contagiati e degli asintomatici. Non è una cosa da sottovalutare o da banalizzare una polmonite di questo tipo“.

PROGRAMMARE – L’altro tema caldo è quello dei tagli agli stipendi, che il presidente della Figc Gabriele Gravina ha sdoganato nei giorni scorsi (vedi articolo): “I primi interessati alla sostenibilità del sistema calcio sono gli stessi calciatori e tutte le persone che ci lavorano. Siamo consapevoli che questo sia un tema da affrontare, ma non adesso. Prima vanno quantificati i danni e questo procedimento è possibile solo quando sapremo se la stagione finirà o no. Il problema del taglio degli stipendi va posto a tempo debito“.

INTESA – L’Aic, tra l’altro non può imporre ai suoi associati un taglio netto dell’ingaggio: “Proprio così. Possiamo dare una linea, ma sulle rinunce decidono i singoli. Noi troviamo un’intesa sull’accordo collettivo e sul minimo federale di 30.000 euro lordi all’anno che è molto usato in Lega Pro. Percentuale di taglio proposta? Non capisco che tipo di accordo ci propongono anche perché, ripeto, non siamo in grado di obbligare gli associati ad accettarlo. Siamo d’accordo con la Lega di anticipare le ferie estive e di considerare questi giorni come vacanze per ridurre le ferie a luglio. Su questo nessun problema. Sugli stipendi vedremo“.

Fonte: Corriere dello Sport – Andrea Ramazzotti


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