Tommasi: “Partita alle 16.30? E’ una criticità! I calciatori non sono robot”

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28 Maggio 2020, 17:06
Damiano Tommasi AIC Damiano Tommasi AIC
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Tommasi – intervenuto in una diretta Facebook del “Mattino” – parla a nome dei calciatori in vista della ripresa della Serie A. Il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori esprime ancora tantissime perplessità su svariati argomenti. Di seguito le sue dichiarazioni

INCERTEZZA Damiano Tommasi parla ancora una volta delle perplessità dei calciatori in vista della ripresa: «Ciò che interessa ai calciatori è la tutela non solo personale ma di chi gli sta intorno. Ma anche le condizioni ambientali e i ritmi che si dovranno sostenere, anche in relazione agli infortuni. I calciatori chiedono garanzie in questa direzione. I protocolli sono molto stringenti, una delle cose ancora da verificare ed assicurare, è l’uniformità dei trattamenti e dei controlli. Nel momento in cui si dovrà decidere di giocare e viaggiare, la garanzia che tutti rispettino le norme è fondamentale per fare il proprio lavoro in sicurezza».

CONFUSIONE – Le perplessità, sottolinea Tommasi, sono fondate e non vanno confuse: «Oggi dobbiamo affidarci ai medici. Non viviamo in un Paese in cui il problema è risolto, le perplessità non vanno confuse con il “non voglio giocare”. Le criticità vanno affrontate e risolte e da parte nostra c’è il discorso che poi si decide di mandare altri in situazioni nelle quali c’è bisogno di garanzie. Il problema dei giorni di allenamento penso lo abbiano detto tutti, perché i calciatori non sono dei robot. Quando sento dire dobbiamo ripartire, lo sento dire da chi la partita la guarda in TV e non la gioca».

PARADOSSI – Tommasi esprime anche dei dubbi su alcune regole: «Poi bisogna andare in campo, chi sta in panchina tiene la distanza di due metri ma in campo si deve abbracciare l’avversario. Quindi o si può giocare oppure si può stare vicini anche in panchina. Vogliamo giocare in sicurezza in maniera normale, non esultando con i gomiti. Noi dobbiamo chiudere il campionato in sicurezza ma non lo può dire un calciatore questo ma il Comitato Tecnico Scientifico. Va presa in considerazione un’altra gestione della positività, altrimenti davvero non si finisce il campionato».

CALDO – Tommasi mette in evidenza una criticità su tutte: «Sul discorso del caldo basta ricordare che esiste la regola del Cooling Break per quando fa caldo e non per quando fa freddo. Quindi questo la dice lunga sullo sforzo prolungato a temperature elevate. Una delle criticità maggiori, per la quale cerchiamo soluzione, è la partita alle 16.30. A quell’ora in Italia, tra giugno e luglio, è difficile trovare condizioni ambientali sicure».

STIPENDI – Tommasi chiude con una riflessione sul discorso stipendi e contratti: «Non abbiamo ancora conteggi ed evidenze sulla riduzione degli introiti delle società. Abbiamo evidenziato il problema degli stipendi che riguardano tutte le categorie. Quando si parla di stipendi di calciatori è il problema a del calcio a prescindere, quindi a maggior ragione quando le società non incassano la rata di Sky. Il problema contratti va ancora risolto, così come quello delle proroghe dei contratti in scadenza al 30 giugno o dei prestiti».



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