Tommasi: “Bene la posizione della Lega, ora i protocolli per allenarsi”

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1 Maggio 2020, 14:00
Damiano Tommasi AIC
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Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, è intervenuto in collegamento per Sky Sport dopo le recenti decisioni della Lega Serie A sulla volontà di riprendere il campionato e portarlo a conclusione

LA POSIZIONE DELLA LEGA – La Lega Serie A oggi avrebbe deciso di concludere il campionato: «Non è l’organo che decide se si riprende a giocare o no, ma è una posizione che sapevamo già e che tiene aperto il campionato. Si va oltre il 30 giugno come indicato da Uefa e Fifa e questo è un pensiero che già si conosceva. Siamo concentrati sulla parte del protocollo che permetterebbe gli allenamenti individuali e vediamo se si riesce a mettere per iscritto la possibilità di permettere ai giocatori di riprendere ad allenarsi da lunedì individualmente con tutte le sicurezze sperando ci sia dal 19 l’approvazione del protocollo. SIamo concentrati sull’approvazione di un protocollo di allenamenti individuali per gli sport di squadra che ad oggi non c’è»

L’EMILIA ROMAGNA – La Regione Emilia Romagna ha deciso di dare il via agli allenamenti: «L’ordinanza della Regione Emilia Romagna bisogna capire quanto può essere tradotta in pratica visto che immagino subentreranno i singoli comuni. Rispecchia comunque quanto mi sono detto col Ministro Spadafora, bisogna individuare dei paletti per poter fare degli allenamenti individuali che comunque in questa situazione hanno senso. Una delle particolarità del nostro movimento è di essere nazionale, la disparità di trattamento tra atleti individuali e di squadra è stata spiegata ed è per questo che dobbiamo sistemare il protocollo, significherebbe permettere ai giocatori di tornare a fare il loro lavoro».

I MODELLI ESTERI – Tommasi non vede possibilità di prendere esempio dall’estero: «Ci sono delle considerazioni fatte dalla Uefa e bisognerà capire quanto sono stringenti. C’è da capire quanto è possibile arrivare a piccoli step, c’è bisogno di un livello di progresso. Se guardiamo all’estero qualsiasi previsione parla sempre al futuro, poi quando si arriva a ridosso delle date si cambiano le decisioni. Non mi rifarei a nessun modello estero perché nessuno è sicuro. Vediamo in questi allenamenti individuali l’inizio di un percorso progressivo».


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